a cura di Gianni Giusti

In siciliano Crivu indica il setaccio, quello con il quale si separa la farina dalla crusca, dagli scarti non filtrati dal mulino: così s’intitola il quarto album degli Unnaddarè uscito in primavera per l’etichetta Moonlight Records e distribuito da IRD. Un titolo che rappresenta un vero e proprio manifesto per quest’album che, come appunto il crivu, filtra l’essenziale e lascia il superfluo. E’ l’idea di musica minimale che nasce nel profondo sud dell’Europa, – dichiarano i musicisti del gruppo – il cui auspicio è quello di far rivivere l’anima della tradizione del Mediterraneo dell’accoglienza e della pace e della sua vivace miscela di culture, colori e suoni.
Son dieci le tracce che compongono questo lavoro, il suono è acustico e diretto; questo rappresenta un po’ una nivtà per la band siciliana che nei lavori precedenti ha sempre voluto meticciare suoni elettronici digitali con suoni acustici e strumenti tradizionali dell’intera ‘area mediterranea. Si tratta di brani che si muovono tra la canzone d’autore e e la world music, già pubblicati in precedenti album, ma riarrangiati e risuonati in acustico. Crivu ospita anche l’inedito brando Salendo in superficie, sul quale è stato costruito il video che ha preceduto l’uscita dell’album, e il tradizionale Signuruzzu chiuviti chiuviti, che faceva parte del repertorio di Rosa Balistreri e un piccolo passaggio del reading sonoro Bonè Bonè tratto dall’omonimo libro di Maurizio Catania.
Unnaddarè in siciliano meridionale significa ovunque: sono musicisti mediterranei, amanti tanto della tradizione quanto dell’innovazione. Con le loro ritmiche trance, i testi in siciliano minimali e visionari, gli strumenti multietnici e quelli digitali, l’equilibrio fra le radici della musica popolare e la contemporaneità dominata dall’elettronica sono custodi e sviluppatori della profondità insita nella cultura musicale siciliana e mediterranea. ci conducono in un viaggio lirico, sonoro e ritmico che qualcuno ha definito “electro world sound from Sicily”, fra retaggi ancestrali e sonorità sintetiche, con puntuali incursioni nelle culture d’oriente e
Dai colori ancestrali di unisola incastonata al centro del Mediterraneo si passa a ritmi reggae, dub, pop, rock, funky, house, in un ideale contraltare con la musialità dei testi. Musica nuova da fonti antiche, perché il miglior modo di preservare la tradizione è quello di darle sempre nuova vita e mantenerla connessa al tempo presente – dichiarano ancora i componenti del gruppo, che sono: Maurizio Catania alla voce e dan moi; Adriana Persico alla voce e pianoforte; Martino Cappelli all’oud, bouzuki, mandolino e chitarra acustica; Stefano Di Leginio al violoncello; Francesco Pradella alla batteria, gran cassa e glokenspiel e Davide Roberto alla darbouka, bendir, djembè e tammorra. Numerosi anche gli ospiti di questo Crivu: Danielle Di Majo al flauto traverso; Giuseppe ‘Spedino’ Moffa alla zampogna; Gigi Liberti alla ciaramella; Stanislao ‘Spike’ Costabile al sinth

| Artista | UNADDARÈ |
| Titolo | Crivu |
| Label | Moonlight Records |
| Supporto | CD – distribuzione IRD |
| Anno | 2025 |
| Sito | https://www.appaloosarecords.it/shop/UNNADDARE-Crivu-p740014892 |
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