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IN SICILIA SI PARLA DI ROSA BALISTRERI

24 Marzo 2026 di Redazione-FB Lascia un commento

Una serie di iniziative nascono in Sicilia per ricordare la grande cantante palermitana interprete della tradizione musicale dell’isola in avvicinamento al centenario della sua nascita, che cadrà nel 2027.

La Fondazione Made in Sicily Museum ha annunciato un’altra iniziativa in memoria di Rosa Balistreri: la realizzazione di un murale dedicato alla grande artista siciliana, in collaborazione con la V Circoscrizione di Palermo. L’opera si intitolerà Cent’anni, lo stesso nome scelto dalla Fondazione per il programma di iniziative che accompagnerà nel 2027 il centesimo anniversario della nascita di Rosa Balistreri. Il murale rappresenta la quinta tappa dell’Itinerario delle Radici, il progetto artistico che racconta figure simbolo della Sicilia attraverso opere pubbliche nello spazio urbano come quello dedicato a Totò Schillaci, realizzato lo scorso settembre 2025. Il murale sarà realizzato dallo street artist Giulio Rosk, autore a Palermo del ritratto di Giovanni Falcone e della seconda tappa dell’Itinerario delle Radici, realizzata a Piana degli Albanesi. La realizzazione del murale è stata fortemente sostenuta dal Presidente della V Circoscrizione, Andrea Aiello, e si potrà ammirare su un edificio già individuato all’interno del territorio della stessa circoscrizione.

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Ma ricordiamo bene chi è stata Rosa Balistreri: dopo un’infanzia di estrema povertà, un breve drammatico matrimonio combinato nell’adolescenza, l’esperienza del carcere, i lutti, l’amata figlia e la tormentata relazione a Firenze col pittore Manfredi Lombardi, Rosa Balistreri conobbe il breve ma intenso successo nazionale solo negli Anni Settanta, pubblicando alcuni album tra i quali l’album Terra che non senti. Nel 1974, partecipò perfino a Canzonissima, tra gli show del sabato sera più iconici dell’epoca. Poi Rosa Balistreri, simbolo potente della Sicilia, tra i protagonisti per due stagioni di uno spettacolo teatrale di Dario Fo e che nelle sue graffianti esibizioni era capace di trasformare il dolore in voce e la verità in canto, lei, stimata e cercata da intellettuali come Andrea Camilleri, passò di moda. Fino ai primi anni Duemila, quando il suo repertorio di cantastorie, fra tradizione e innovazione, riemerge quale riferimento di culto per intenditori di musica siciliana, trovando spazio in festival di settore, mentre la sua vicenda artistica e privata è raccontata in programmi televisivi, come nel 2017 Italiani con Paolo Mieli su Rai 3, e film come il documentario monografico Rosa Balistreri – un film senza autore di Marta La Licata, con la regia di Fedora Sasso, e il film di Nello Correale La voce di Rosa. Nel 2024, per volontà del Centro studi di cultura siciliana e meridionale, lo stesso Comune di Licata riconosce il valore della Balistreri facendo della sua casa natia un museo.

Ora Rosa è protagonista di un libro a lei dedicato dalla Fondazione Made in Sicily, destinato a diventare per la Sicilia e per la storia della musica etnica italiana, una pietra miliare: La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri di Felice Liotti, Navarra Editore, pagine 96, € 12. 

Si tratta di un racconto appassionante e inedito a più voci di una storia del tutto romantica, intrisa di dolore e passione: l’autore che fu amico della Balistreri fino all’ultimo giorno, Giovanni Callea, presidente della Fondazione, e il musicista Francesco Giunta, appassionato da sempre di Rosa Balistreri, sua musa ispiratrice. In una intervista inedita racconta Rosa anche il pittore fiorentino Manfredi Lombardi (scomparso nel 2021) che con lei ebbe una intensa relazione, introducendola nel contesto culturale nazionale e di fatto avviandola alla carriera musicale come interprete originale della sua terra.

Ora nel libro di Liotti si possono scoprire e gustare aneddoti e dettagli della vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri che non sono mai stati divulgati da fonti certe e anche foto e documenti esclusivi. La sua pubblicazione, quale significativa anticipazione del centenario dell’artista, che cadrà nel 2027, segna l’avvio di una serie di eventi, promossi dalla Fondazione Made in Sicily.

Liotti, Giunta, Callea: tre innamorati di Rosa Balistreri ai quali si deve la salvaguardia del patrimonio di nastri magnetici, vinili, fotografie, testimonianze dell’artista mai conosciute, raccolte e preservate da Liotti e confluite nel Fondo omonimo istituito dalla Fondazione Made in Sicily nel 2025.
Spiega Francesco Giunta: Riduttivo pensare a Rosa Balistreri come a una cantante folk perché le sue interpretazioni sono assenti nell’insieme dei brani considerati tradizionali nel periodo della sua fama. La gran parte dei brani di Rosa attinge piuttosto, in un primo momento, allo straordinario lavoro di recupero che fece Giuseppe Ganduscio qualche anno prima, partendo dal cosiddetto “Corpus del Favara”, per poi attingere successivamente ad altre fonti e collaborazioni. Proprio questo cruciale e fondamentale aspetto della originalità e centralità della figura di Rosa sarà tra i temi delle iniziative in programma in vista del centenario.
Felice Liotti fu l’amico fedele degli ultimi anni di Rosa Balistreri, quello che continuò a credere nel suo valore quando nessuno se ne curava più: per cinquant’anni ha raccolto ogni documento, testo, vinile, etc. dell’artista con scrupolo e generosità.
Per esempio, di Quannu moru esiste in una sola registrazione che Rosa realizzò per Felice, in una sua trasmissione radiofonica, pochi mesi prima di morire. Senza quella registrazione non conosceremmo uno dei brani più rappresentativi della musica siciliana.
Insomma, nel libro La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri si possono scoprire e gustare aneddoti e dettagli della vicenda umana e artistica della Balistreri che non sono mai stati divulgati da fonti certe, e anche foto e documenti esclusivi.

Il volume e le iniziative culturali che seguiranno da qui al 2027 per celebrare Rosa Balistreri – spiegano Callea e Morici – sono frutto della responsabilità che ci siamo assunti di preservare e valorizzare l’eredità culturale straordinaria, venata di profonda affettività, che ci ha conferito Felice Liotti per dare seguito al percorso intrapreso a sua volta dalla figlia di Rosa, Angela Torregrossa, di recente venuta a mancare. Nel libro, il racconto di Felice – testimone del crepuscolo di Rosa – e quello di Manfredi – testimone della sua alba artistica, sono due punti opposti della stessa parabola, due sguardi diversi, nella sostanza e nella forma, ma uniti da un legame indissolubile con la stessa donna, la stessa voce, la stessa Sicilia. Un omaggio a Rosa Balistreri, per garantire insieme al Fondo Liotti, che la sua memoria rimanga viva e accessibile, ma anche profondamente legata a Felice.
E infine un appello: Perché la più grande collezione di inediti di Rosa Balistreri compresa nel Fondo Liotti venga resa fruibile da tutti (studiosi, studenti e comunità) adesso è urgente l’opera di digitalizzazione. Ci rivolgiamo ad appassionati e istituzioni: per contribuire allo sviluppo del progetto scrivere a foundation@ilmadeinsicily.it. Il Fondo Liotti offre molte ore di audio inediti, un vasto archivio fotografico, una discografia quasi completa, un’importante bibliografia di riferimento. Custodire il ricordo del passato non è nostalgia. È una scelta di futuro”.

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