di Andrea Del Favero
Rubiamo all’amico Enzo Avitabile una bellissima frase che ha scritto in questi giorni:
Erasmo Treglia camminava dentro i suoni antichi, ascoltando le voci e i suoni della terra nel cuore dei popoli.
Erasmo dall’inizio degli anni Ottanta è stato uno dei principali allievi di Diego Carpitella, all’Università La Sapienza di Roma, continuando poi a studiare vari repertori della tradizione popolare con passione e competenza.

Con Ambrogio Sparagna ha condiviso il palco con varie formazioni, fondando il Festival della Zampogna di Maranola, diventato negli anni un appuntamento di grande valore. Il suo studio su I moduli terapeutici del violino nel tarantismo pugliese, del 1988, ha fatto storia.
E come non ricordare gli Acquaragia Drom che lo hanno visto protagonista assoluto sui palchi di tuut’Europa, gruppo storico del folk revival che portava in scena l’umanità e la vitalità delle tammurriate dei Sinti del Vesuvio, delle serenate dei Rom molisani, le tarantelle calabresi e del Salento, le serenate dei camminanti siciliani?
La sua casa discografica, Finisterre, ha contribuito a innovare il panorama musicale italiano, sostenendo progetti e incontri tra artisti di ogni tipo e di diverse provenienze, promovendo registrazioni sul campo, infilandosi senza naufragare nel mare magnum della world music.
Erasmo è stato per lunghi anni un amico con il quale confrontarsi sulla comune volontà di creare reti intorno a questo nostro sfaccettato lavoro incatenato alla musica di tradizione orale. Con passione, argomenti, competenza, grande capacità di navigazione.
Inutile dire che ci mancherà, purtroppo ce ne accorgeremo giorno per giorno.
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