Giu
25
2017

CIOSI – INTO THE WILD SESSION – autoproduzione, 2017

di Alberto Grollo

Dalla foto che appare sul sito Ciosi sembra un ragazzo veramente giovane, ma se lo ascolti ti prende subito per la gran bella voce da consumato bluesman, con un repertorio che si basa su brani originali e sulla reinterpretazione dei grandi maestri del folk americano dove si rincorrono linguaggi flatpicking, bluegrass, country e blues. Il disco è piacevole, i nove brani godono di un buon suono di chitarra ed ogni tanto si impreziosiscono di basso e batteria/percussioni. Ciosi stesso nel definire il suo lavoro dice: L’idea di questo album nasce con lo scopo di inserire la chitarra acustica flatpicking in spazi sonori particolari, riprendendo brani popolari dalle radici del blues, del bluegrass, del folk, del ragtime e del jazz. Questi brani sono per me alla base di una cultura musicale che mi ha aiutato a sviluppare la mia sensibilità come chitarrista e appassionato audiofilo. Grazie alla mia dream guitar 1934 D MAHOGANY SANTA CRUZ ho così omaggiato in questo album i miei artisti e scrittori di musica preferiti. Sitting On The Top Of The World è il primo brano, suonato in una versione molto easy, in stile Doc Watson… personalmente preferisco molto il capolavoro che ne fece Howlin’ Wolf, ma come sempre tutto è soggettivo. Beaumon Rag è un traditional reso celebre da innumerevoli flatpicker della musica country e bluegrass e che riceve l’imprimatur dal caro vecchio Beppone Gambetta. Grande, trascinante, il terzo brano, Corrina Corrina, un traditional cantato con una voce che ricorda molto il primo Stephen Stills. Wheeling di David Grier è un bel duetto con il basso fretless di Matteo Valicella che a un certo punto fa un solo veramente interessante. Avanti con musica piacevole, Sliding Delta di John Smith Hurt, Maple Leaf Rag di Scott Joplin, anche nel ricordo del grande Jorma Kaukonen e Blue Monk di Thelonius Monk ci portano il buonumore, mentre Chesapeake Bay del grande Massimo Varini ci riporta in un contesto di grande spessore. Il tutto si chiude con You Are My Sunshine di Jimmie Davis, un brano prettamente country, reso uno standard da cantanti di musica bluegrass, folk e pop. Alla fine questo disco risulta molto piacevole e ben equilibrato, sorretto da una buona tecnica chitarristica e una voce veramente notevole. Libretto molto bello, multilingua, per un disco evidentemente destinato al mercato internazionale. Caro Ciosi, adesso ti aspettiamo con qualcosa di tuo.

 

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