di Gianni Giusti

Simone Galassi ovvero l’anima del rock blues all’italiana. In Emilia, tra le colline e le città intrise di storia, cresce Simone Galassi, un chitarrista che da oltre trent’anni scolpisce la sua strada nella musica. La sua carriera è una mappa di palchi e applausi: centinaia di concerti in Italia e all’estero — Germania, Regno Unito, Olanda — dove ogni performance diventa un rito di pura energia e virtuosismo. Chi lo vede dal vivo sa che Simone non suona: lui trasforma la chitarra in un’estensione del proprio corpo, una voce in grado di raccontare storie, emozioni e sogni. Il suo mondo musicale è costruito sulle spalle dei giganti. Da Rory Gallagher ha imparato l’intensità, l’urgenza emotiva che ogni nota deve avere. Jimi Hendrix gli ha mostrato che la chitarra può diventare un universo di colori sonori, un vero e proprio linguaggio emotivo. Jimmy Page gli ha svelato come armonia e tecnica possano fondersi in magia pura. Accanto a loro, le ombre sonore di Cream, Led Zeppelin e The Who vivono ancora nelle corde delle sue chitarre, testimoni di un percorso musicale che affonda le radici negli anni d’oro del rock blues, ma guarda sempre avanti.
Nel 2025, Simone Galassi pubblica il suo primo album omonimo, un album che racconta una vita, autoprodotto: dieci tracce che condensano decenni di esperienza, passione e studio. Non si tratta di un semplice disco, ma di una dichiarazione d’indipendenza artistica. Ogni brano è un frammento di vita vissuta, una fotografia sonora dell’anima di un musicista che ha scelto di raccontarsi senza compromessi. Tracce che fondono rock blues con accenni funk, offrendo un’energia immediata ma anche profondità emotiva. L’organo Hammond e i le tastiere (Clavinet e Wurlitzer), nelle mani esperte di Carlo Poddighe, tessono tappeti sonori ricchi e stratificati, dalle ballad più intime agli assoli più esplosivi. Le chitarre di Simone alternano distorsioni taglienti e suoni acustici avvolgenti, creando un equilibrio perfetto tra energia e poesia.

Strumenti analogici e vintage sono al centro del progetto: amplificatori, pedali e registrazioni rigorosamente su nastro evocano il fascino dei grandi anni del rock senza cadere nella nostalgia. I testi, invece, guardano al presente con schiettezza: storie di vita reale, emozioni quotidiane, riflessioni sul mondo moderno, sempre con la sincerità che distingue Simone da chi segue semplicemente le mode del momento. Ogni brano dell’album è un piccolo viaggio. Dall’apertura potente e coinvolgente, passando per momenti di introspezione sonora, fino agli esplosivi assoli che mostrano l’artigianato tecnico e emotivo del chitarrista. I riff ricordano le esplosioni creative di Hendrix e Page, le linee melodiche riecheggiano l’anima di Gallagher, e il groove funk dà respiro e movimento a ogni pezzo. Le ballad, arricchite dall’organo e dal piano elettrico, creano momenti di sospensione e di intensità, mostrando un lato più intimo e delicato dell’artista. Simone Galassi è un artista che vive per la performance dal vivo. La sua timidezza fuori dal palco scompare quando impugna la chitarra: il pubblico sente l’energia pura, la passione incontrollabile e l’emozione autentica che attraversano ogni nota. I suoi concerti non sono semplici spettacoli, ma esperienze in cui il rock blues diventa narrazione, poesia e potenza.

Con il suo primo album, Simone Galassi ci ricorda che il rock blues non è solo un genere: è un modo di vivere, un atto di ribellione dolce e potente, una celebrazione della musica come arte eterna. Tutte le canzoni sono scritte e composte da lui, tranne 95, Hazy Night (musica Simone Galassi, testo Martin Lee) e Shooting Stars (musica Simone Galassi, testo Alda Lolli) in collaborazione con Carlo Poddighe che ha interamente registrato e prodotto l’album.
Il disegno di copertina e di Jim Grimwade, le foto di Mirco “Mec”Pradelli, Letizia Mugri e Simone Galassi
| Artista | Simone Galassi |
| Titolo | Simone Galassi |
| Label | Autoproduzione |
| Supporto | CD |
| Anno | 2025 |
| Sito | https://www.simoplay.it/ |
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