Mar
23
2012

Alle Radici della Musica Afroamericana – 17 (nuova serie) – A cura di Fabrizio Poggi

E’ sempre tempo di blues qui su www.folkbulletin.com!

SHAWN STARSKI

COOKIT AP MUSIC , 2012

Shawn Starski è un chitarrista straordinario. L’ha scritto anche la rivista “Vintage Guitar Magazine” che qualche tempo fa ha descritto Starski come uno dei grandi della chitarra rock blues. E questo disco, il primo come solista, mostra tutto il suo eccezionale talento. Dieci canzoni tutte uscite dalla sua penna, suonate e cantate con estrema bravura. Shawn si è già messo in luce al fianco di Jason Ricci e Otis Taylor ma qui prende il comando dimostrandosi un musicista sicuro e capace. Il disco è intriso del più classico rock blues con puntate verso la west coast, il Texas e l’immancabile Chicago sound. Agli shuffle e agli slow blues più tradizionali si affiancano brani venati di soul e di funky sino ad arrivare ad un paio di composizioni strumentali di stampo jazzistico in cui Larry Carlton incontra Albert King via Wes Montgomery. Ottima la band in cui spicca la bella voce della moglie Elle protagonista in due canzoni. Sono tanti i chitarristi che hanno influenzato Starski: da Eric Clapton a Jeff Beck, da BB King a Freddie King, da Johnny Winter a Stevie Ray Vaughan;e potete trovarli tutti qui, reinterpretati con gusto e stile da un musicista di cui sentiremo parlare a lungo. Ne sono sicuro.

Per saperne di più o acquistare il disco cliccate qui:

www.shawnstarskimusic.com

BOB MARGOLIN with MIKE SPONZA BAND

BLUES AROUND THE WORLD

VIZZTONE , 2011

Bob Margolin ha un cuore grande, una passione infinita per il blues e la voglia di andare a suonarlo in giro per il mondo con musicisti di diversa collocazione geografica ma uniti in una fratellanza universale. Una fratellanza blues. Il cd è la testimonianza del sodalizio avvenuto tra il 2010 e il 2011 tra l’ex chitarrista di Muddy Waters e una convincente band nazionale (ma celebre in tutta Europa) capitanata dall’ottimo Mike Sponza. Il musicista americano e il trio tutto italiano sono stati prima protagonisti di un tour che li ha portati in giro per il vecchio continente e poi di un paio di sedute di registrazione avvenute l’undici e il dodici luglio 2011 a Koper in Croazia. Il disco è davvero un “live in studio” e mette in luce il talento e la versatilità di tutti i musicisti coinvolti. I brani vanno dal Chicago blues tinto di rock al blues latineggiante caro a Peter Green. C’è posto anche per il funky e il country blues passando per un tirato rock’n’roll al T-Birds firmato da Sponza che si dimostra anche dotato cantante. E’ sempre sua la voce suadente che contraddistingue un’altra sua composizione: “Rather than being free”, un brano che sembra uscito (ed è un complimento) da un incontro tra Johnny Cash e Mark Knopfler. Solida ed efficace anche la sezione ritmica composta da Mauro Tolot al basso e Moreno Buttinar alla batteria. Tutti gli altri brani del disco sono firmati dal chitarrista statunitense, eccezion fatta per “Rollin’ & Tumblin’” omaggio al grande Muddy e “Love in vain” di Robert Johnson suonata solo da Bob e da Richard “Rosy” Rosenblatt (patron della Vizztone) e dedicata a Chloe l’amato cagnolino di Margolin scomparso da casa lo scorso anno e mai più ritrovato.

Per saperne di più e acquistare il disco:

http://bobmargolin.com

www.mikesponza.com

www.vizztone.com

Per conoscere meglio Bob Margolin potete leggere una mia intervista a questo grande del blues semplicemente cliccando qui:

http://www.chickenmambo.com/italiano/pagina_singola.php?id=23

RUTHIE FOSTER

LET IT BURN

BLUE CORN MUSIC , 2012

Ruthie Foster è una grandissima cantante e questo disco ne è la prova più lampante. In questo suo nuovo lavoro la cantante afro-americana di Waco Texas, appende per tutta la durata del disco la chitarra al chiodo, e si dedica esclusivamente alla propria voce. E che voce! Erede naturale di grandi cantanti come Aretha Franklin, Odetta, Irma Thomas ed Etta James, Ruthie si è fatta notare negli ultimi anni per un bellissimo sound in cui si fondono perfettamente folk, gospel, blues, soul e canzone d’autore. “Let It Burn” sembra essere il lavoro che maggiormente testimonia la sua straordinaria maturità musicale. Il disco prodotto da John Chelew è stato inciso nei celebri Piety Street Studios di New Orleans e offre tredici brani tra traditionals, originali e brani di altri artisti: Adele, Los Lobos,Johnny Cash, Black Keys, David Crosby, The Band, e Pete Seeger. Il gruppo che l’accompagna è davvero superbo e comprende George Porter Jr. dei leggendari Meters al basso, Ike Stubblefield al piano e all’hammond, Russell Batiste alla batteria, Dave Easley alla pedal steel e James Rivers al sax. Invitati davvero speciali in quattro brani i mitici Blind Boys of Alabama,straordinari come sempre nel trasformare ogni canzone in un capolavoro; e William Bell icona e mito della Stax Records. Un disco senza tempo caldamente consigliato.

Per saperne di più:

www.ruthiefoster.com

Potete leggere una mia intervista a Ruthie Foster semplicemente cliccando qui:

http://www.chickenmambo.com/italiano/pagina_singola.php?id=31

OTIS TAYLOR’S

CONTRABAND

TELARC , 2012

Otis Taylor non un è solo un bluesman ma un musicista carico di spirito innovativo. In questo suo nuovo disco come al solito e sempre di più la fusione tra blues, rock, funky, soul, musica psichedelica, canzone d’autore e african music esce fuori prepotentemente. Otis è da sempre dentro alla politica e al sociale e le sue composizioni riflettono sovente i tempi duri che stiamo attraversando. Con uno spirito da pioniere che rimanda a John Lee Hooker e al blues del Delta, Taylor non teme mai di trascendere la tradizione blues. Il suo ormai celebre stile “trance blues”, addirittura “certificato”, miscela di riff di chitarra e banjo ipnotici e ossessivi si ritrovano tutti nei quattordici brani presenti nel disco. Come sempre Taylor canta i temi dell’amore e dell’ingiustizia sociale, e c’è spazio persino per incursioni nel personale e per invettive contro la guerra. Il titolo dell’album si riferisce al nome che veniva dato agli schiavi “liberati”, ma subito forzatamente reclutati dall’esercito nordista durante guerra civile. E un po’ contrabbandiere del blues Taylor lo è davvero in quel suo sacrosanto diritto di mescolare il blues con i suoni che più gli aggradano. E per farlo si circonda sempre di eccellenti musicisti: Ron Miles sempre emozionante alla tromba, il grintoso Chuck Campbell alla pedal steel , il suonatore di djembe Fara Tolno, l’affascinante violinista Anne Harris e il Sheryl Renee Choir che dà un afflato gospel ad alcuni brani del disco. A completare la band ci sono la figlia di Taylor, Cassie, e Todd Edmunds (ex Jason Ricci band) al basso, Jon Paul alla chitarra elettrica, Brian Juan strepitoso all’organo, e il grandissimo Larry Thompson alla batteria.

Per saperne di più www.otistaylor.com

JANIVA MAGNESSJaniva Magness

STRONGER FOR IT

ALLIGATOR RECORDS , 2012

Janiva Magness è sicuramente una delle più belle voci dell’odierno panorama blues. La sua vocalità capace di essere potente ed intima allo stesso tempo rispecchia tutto il suo vissuto tra inferno e redenzione conferendo alla sua musica una sincerità e un’onestà che ha ben pochi eguali nella musica contemporanea. Era da tempo che Janiva non scriveva canzoni sue in cui raccontare le gioie e i dolori della sua esistenza. Con l’aiuto del produttore David Darling la Magness ne ha composte tre e manco a dirlo sono tra le più belle composizioni dell’album. Mai come in questo disco Janiva si è curata dei testi delle canzone sempre toccanti e mai banali. Un album che profuma di southern soul e di gospel e che rimanda subito alla Stax Records e al suono inconfondibile di gruppi come gli Staples Singers. E c’è spazio anche per l’errebì più nero e per un pizzico di New Orleans sound. Il disco contiene anche grandi reinterpretazioni di brani tratte dal repertorio di Tom Waits, Jackson Browne, Ike Turner, Grace Potter, Gladys Knight e Ray Wylie Hubbard. Tutti bravissimi i musicisti: Dave Darling alla chitarra, al basso e al piano, Gary Davenport al basso, Jim Alfredson e Arlan Oscar alle tastiere, Zach Zunis alla chitarra e Matt Teco alla batteria.

Per saperne di più www.janivamagness.com

Per saperne ancora di più ecco una mia intervista a Janiva Magness che potete leggere cliccando qui:

http://www.folkbulletin.com/alle-radici-della-musica-afroamericana-%E2%80%93-13-%E2%80%93-nuova-serie-a-cura-di-fabrizio-poggi-janiva-magness-una-speranza-chiamata-blues/

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