Gen
28
2011

“SAMEPICÒ” – Samepicò – RADICI MUSIC RECORDS RMR128, 2010

Che dal Salento non arrivi soltanto pizzica è un dato di fatto che ci riempie di gioia perché sottolinea la vivacità culturale di una regione storica italiana che si vuole poco credibilmente appiattita sul ritmo della taranta, in realtà portatrice di ben altro, e di valore. Come le canzoni e la voce di Antonio Cerfeda, poeta e paroliere graffiante e intelligente, sensibile e sorprendente, autobiografico e universale, quasi picaresco nel suo modo di cantare l’amore per la sua terra, dilaniata e problematica (come tante nel nostro Paese) ben oltre i lustrini e i falsi miti di un’epopea artefatta qual è quella della pizzica e di tutto quello che le gira intorno. Le buone idee spesso hanno bisogno di una mano fortunata per concretizzarsi, e qui è d’obbligo citare il ruolo centrale del chitarrista e arrangiatore toscano Alessandro Bongi, innamorato del Salento e della poetica di Cerfeda al punto da musicare e orchestrare, in piena libertà artistica, alcune fra le sue canzoni più ispirate avvalendosi della collaborazione di un pugno di musicisti eterogeneo ma ben coeso, capace di virare di bordo con nonchalance fra gli stilemi rock e la tradizione del canto contadino, consegnandoci un’opera unitaria pur nella sua divertita varietà: non è, però, cerchiobottismo all’italiana o cabaret, è musica curiosa e particolare, che richiede orecchie attente ai dettagli e disponibilità a lasciarsi coinvolgere. Anzi, se proprio vogliamo, il limite di “Sapemicò” è quello di essere totalizzante, prendere o lasciare, nella sua prorompente voglia di comunicare, fra il riso e il pianto, senza mezzi termini. Ma poi, chi l’ha detto che debba essere un limite?

Per noi non lo è, e anzi sarebbe bello –sfruttando le possibilità interattive della Rete- che ci testimoniaste se abbiamo visto giusto oppure se le suggestioni provocateci dalle parole di Cerfeda e dal suo modo di cantarle ci abbiano, piacevolmente, condizionato il giudizio. Inviate il vostro commento e contiamoci. Intanto, tributiamo alla sempre coraggiosa Radici Music Records il giusto ringraziamento per averci regalato un disco davvero inconsueto, per certi versi magico, sicuramente catturante e stimolante.

Contatti: info@radicimusic.com

Dario Levanti

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