Set
26
2011

“Premio nazionale città di Loano per la musica tradizionale italiana”, settima edizione, Loano, 25-29 luglio 2011

Ormai il festival di Loano ha aperto da anni e con successo una possibilità di originale “distrazione” per il turista smarrito tra le mille attrattive dei luoghi di villeggiatura marinara in Italia. E l’ha aperta ancor più per il nativo di questi luoghi che ormai non guarda più il consueto mare, ma si sente alla deriva tra le onde dei turisti. E questa “distrazione” è niente meno che un viaggio intelligente attraverso il mondo variegato della musica tradizionale italiana.
Quello di Loano è un festival che veicola insieme buona musica e cultura, che riesce a stupire un pubblico ogni volta nuovo, magari con il cono che cola in mano e gli occhi puntati su strumenti musicali e timbri mai visti e sentiti. Perché, si sa, in Italia il tempio della cultura musicale popolare è Sanremo e non la Scala, è il karaoke televisivo e non la festa a ballo di paese.
Lo so, mi ripeto. Ho già raccontato queste sensazioni nel raccontare una delle prime edizioni del festival di Loano (SV). Tuttavia iniziare un bel percorso è più facile che portarlo avanti nel tempo ed è doveroso riconoscere l’abilità – dell’amministrazione, dell’Associazione Compagnia dei Curiosi, del direttore artistico John Vignola – di resistere ai venti cruenti e impietosi delle crisi che risicano sempre soldi alla cultura vera considerandola alla stregua di un bene di lusso.

Dopo questa doverosa premessa veniamo a raccontare il festival che si sviluppa attorno ad alcuni premi:
– il Premio alla migliore produzione discografica della stagione precedente (assegnato in base a votazione di un’ampia giuria formata in buona parte da giornalisti musicali). Il premio Miglior Album 2010 quest’anno è stato vinto dal disco “Sopra i tetti di Firenze – omaggio a Caterina Bueno” di Riccardo Tesi e Maurizio Geri (Materiali Sonori). Una vittoria più che meritata. Sicuramente per i nostri lettori non è necessaria una presentazione di questi due straordinari musicisti. Né necessita ricordare che Caterina Bueno, che ci ha lasciato nel 2007, ha rappresentato per più di trent’anni una delle voci più rappresentative della cultura toscana;
– il Premio alla carriera ad un musicista che si sia contraddistinto per la valorizzazione del patrimonio culturale e musicale della propria terra e per la qualità della proposta artistica. Premio quest’anno assegnato allo storico e ancora fecondo gruppo dei Calicanto, gruppo veneto che riesce a unire in modo efficace la passione per la ricerca sul territorio con l’avventura della musica contemporanea;
– il Premio ad una realtà culturale che abbia avuto un ruolo rilevante nel campo della musica tradizionale di radice italiana. Premio che è stato conferito a “Passione”, un docu-film del regista italoamericano John Turturro che ha raccontato  la canzone napoletana nei suoi colori attuali e nei suoi legami fra città e musica, oltre che nei soggetti, pure diversissimi fra di loro, che la compongono.

Loano non è tuttavia solo premiazioni. È anche concerti. E in vari spazi il pubblico ha potuto ascoltare diversi artisti: i Liguriani, Alfio Antico, Riccardo Tesi, la Banditaliana, La Macina, i Calicanto, Peppe Voltarelli, Claudia Bombardella, i Gai Saber, Ettore Losini “Bani”, Valerio Gorla, Walter Rizzo.
In particolare il festival si è chiuso con la prima nazionale di “Passione Tour Concerto”, una produzione musicale nata da un’idea di John Turturro – con la direzione artistica di Federico Vacalebre – e legata all’intrigante e pluripremiato viaggio cinematografico nella cultura musicale  partenopea. Sul palcoscenico, a proporre questo ricco patrimonio melodico, c’erano Peppe Barra, James Senese, gli Almamegretta, Pietra Montecorvino, la portoghese Misia, l’italo-tunisina M’barka Ben Taleb, Gennaro Cosmo Parlato e gli Spakka-Neapolis 55. Un interessante e piacevole incontro tra la Napoli tradizionale e melodica e la Napoli multietnica e contemporanea. Uno spettacolo che dimostra come la grandiosità della musica napoletana sia proprio quella di essere legata ad un passato continuamente in grado di rinnovarsi. Un piacere per le orecchie che tuttavia era orfano dell’amalgama delle immagini di Turturro, ma eravamo solo alla prima nazionale …

Dunque, per chiudere, un plauso a questo festival che, per il quinto anno consecutivo, ha ricevuto e meritato il prestigioso riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana.

Tiziano Menduto

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