di G.M.

Di Visioni Musicali: ovvero quando le culture si incontrano in una sola voce
Ci sono album che non appartengono a un solo luogo, ma a molti. Di Visioni Musicali, il nuovo lavoro del Rhapsódija Trio pubblicato da Sensible Records (Edizione Ishtar), è uno di questi: un disco che nasce da trent’anni di viaggi, di ascolti e di incroci, e che trova nella diversità il suo linguaggio più autentico. Nadio Marenco alla fisarmonica, Luigi Maione alle chitarre e alla voce, Adalberto Ferrari ai clarinetti, sassofoni e fiati etnici: tre musicisti che parlano idiomi diversi, ma condividono la stessa visione, quella di una musica senza frontiere, dove la tradizione italiana si fonde con il jazz, il klezmer e i ritmi dell’Est Europa. Fin dal primo ascolto, questo disco avvolge come un racconto antico e insieme modernissimo, capace di trasportare chi ascolta dentro un universo di suoni caldi, fluidi, sempre in movimento. Ogni brano è una tappa di un viaggio che si apre e si chiude su paesaggi diversi: For Gégé vibra come un prologo pieno di energia, con i tre strumenti che dialogano come voci in una lingua comune, fatta di improvvisazione e ascolto reciproco.
Poi il percorso si fa più intimo con Viazoy, dove la tradizione klezmer si rinnova grazie a un’impronta moderna, e prosegue con Papirossn, che sembra raccontare una storia lontana, una memoria condivisa tra teatro e strada. Czarda riporta la danza, la gioia di un ritmo che si trasforma, mentre La Maschera Rosa e Ballata da Teatro aprono la porta alla poesia: parole e suoni si intrecciano come fili di uno stesso racconto, evocando mondi che profumano di legno e di vento. In Zapping la musica diventa città, vibrazione, flusso: i generi scorrono l’uno nell’altro come persone che si incontrano su un binario affollato, mentre Nigun Null e Der Gasn Nigun riportano la notte e la malinconia, con il clarinetto basso e la fisarmonica che sembrano dialogare come due vecchi amici. In Mazel Tov il viaggio si apre al ritmo, al gioco, al sorriso, e in Afasia e Monica la musica ritrova la sua dimensione lirica, quasi spirituale. Infine Firn Di Mekhutonim Aheym chiude il cammino con un respiro profondo, come un arrivederci pronunciato in molte lingue. L’emozione che si prova nel lasciarsi attraversare da Di Visioni Musicali è quella di un incontro, di una stretta di mano tra popoli, di un canto che appartiene a tutti. È un disco che non cerca di definire la musica, ma di liberarla: un intreccio di radici e visioni, un racconto che unisce e riconcilia, un invito a ricordare che nella diversità — come nella vita — c’è la più grande delle armonie.
| Artista | Rhapsódija Trio |
| Titolo | Di Visioni Musicali:! |
| Label | Sensible Records (Edizione Ishtar) |
| Supporto | CD E DIGITALE |
| Anno | 2025 |
| Sito | https://www.facebook.com/rhapsodijatrio/ |

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