di Felice Colussi
La lingua in cui canto – afferma Luigi Cinque – è un un groviglio di suoni in apnea, di formule di opreghiera, di magia decisamente bianca, di inflessioni del rosario siciliano, grani di Corano, celle di Druphad. Tutte cose che ho incontrato nel mio viaggio, cose che ho praticato trascurando per lungo tempo le tecniche d’occidente. Un patrimonio personale di memoria, di melodie, di significati che si compongono e ricompongono all’occasione; una piccola valigia da cui traggo improvvisando una memoria estemporanea da cantare.

Un lavoro montato a tavolino e basato su varie esperienze con alcuni dei più significativi interpreti della wolrd music degli ultimi anni. Davvero nutrito il parterre di star che fanno corona al musicsta palermitano: da Fausto Mesolella a Jivan Gasparyan, Giovanna Famulari, Alex Balanescu, Efren Lopez, Riccardo Tesi, e via via Walter Rios, Gianpaolo Ascolese, Lello Voce, Armandinho Macedo da Bahia, Sanyay, Ettore Fioravanti, Giovanni Lo Cascio, Mangla Tiwari, Badara Seck, Abdou Abderrahim, le Bnet Houaryat, gli Gnawa Marrakech, Samba do Imperio Sarrano. Kromosoma Maris è il primo di una serie di CD previsti in uscita nei prossimi due anni per MRF5 records, Off Med (officina mediterraneo), Fondazione Morra, Universal, Som Livre, MoMa, Bilbao Guggenheim.
Kromosoma Maris signifiica alla ricerca del cromosoma del mare, una sorta di liquido amniotico, di vibrazione galattica che ci accoglie e ci circonda come un poema universale, come una preghiera indiana shivaitica. Vuol dire anche che non è più il tempo dei regionalismi, – prosegue Luigi Cinque – che il mare ormai è uno solo. Sono qui, da polistrumentista, con pianoforte, electronics, fiati, guitar e soprattutto un sax soprano. E… il mio clarinetto basso sulle tracce di Eric Dolphy. E poi la voce, in questo caso, una voce arcaica, che rielabora formule magico/sonore dagli angoli di uno stesso, unico, mare: dal Caribbe dove viaggia l’Ulisse nell’Omeros di Derek Walcott poeta, dai nostri mari del sud Italia o dai Barrios di Baires e le onde Carioca o da Bahia, di Iemanjà la dea Orisha del Mare, o gli shaman d’etiopia.

Una sequenza di brani di varia provenienza e ispirazione montati, secondo quanto afferma lo stesso Cinque, come un film.
Un diario di presente con scene di memoria, – queste le sue parole – con materiali di repertorio personale che ritornano in montaggio. Personaggi straordinari affiorano da concerti lontani, alcuni dall’iperuranio, dalle registrazioni fatte nel corso di tournè e viaggi musicali “interplanetari”, in questo che è un documento di presente, di futuro, di passato. Eccoci qui… dalle metropoli non luogo, da Baires o dalle Favele Carioca, dai villaggi africani e Armeni, dai futuri possibili e interconnessi, dalle macchine del tempo, dalle navicelle quantistiche ad energia arcaica.
Tutto molto bello, tutto molto alto, con un profilo filosofico, ieratico, sacerdotale… sì, va bene, direte voi, ma la musica? Che vi dobbiamo dire… Tante belle parole e tante confusione musicale, la montagna che ha partorito il classico topolino. Che peccato.
C’è un mare solo. Il mondo è cambiato. Siamo ormai noi e il grande mare. Ogni regionalismo è diventato un fatto miserabile. Siamo nel Postumano, people.

| Artista | LUIGI CINQUE |
| Titolo | KROMOSOMA MEDITERRANEO |
| Label | MRS – PostHuman Circus Rec. Series #01 |
| Supporto | CD |
| Anno | 2025 |
| Sito | https://www.luigicinque.it/ |
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