Apr
19
2017

SHIRLEY COLLINS – LODESTAR – Domino, 2016

di Felice Colussi
   
Questa grande lady del folk inglese ha ottantuno, e non diteci che non è bello indicare gli anni di una signora! E’ un’emozione pazzesca togliere il cellophane a questo dischetto per metterlo nel lettore e sedersi ad ascoltare: recentissima vincitrice del Folk Award della BBC2, ci riporta subito ai suoi inizi musicali e ai ricordi inevitabili del grandissimo chitarrista Davey Graham e della sorella Dolly, con i quali scrisse pagine indimenticabile della musica inglese, dischi che secondo molti dovrebbero essere studiati a scuola! Ricordiamo che la EMI nel 2008 ha dato alle stampe un significativo doppio cd, chiamato The Harvest Years, nel quale attraverso quarantuno tracce viene riproposta tutta la miglior produzioni delle due sorelle. Ebbene, son passati ben cinquantasette anni dal primo disco uscito sotto il nome di Shirley Collins e da oltre trent’anni non veniva pubblicato nulla di suo. Dopo i grandi lavori con Ashley Hutchings e l’Albion Country Band, la successiva  separazione le aveva fatto perdere entusiasmo per la musica e alcuni problemi alle corde vocali ne avevano fortemente limitato l’attività.
Ci troviamo ora di fronte a un’inaspettata e meravigliosa resurrezione artistica. Dopo esser ritornata sul palco a ottant’anni, in occasione del suo compleanno, le è venuta voglia di rimettersi in gioco e allontanare ancora la pensione. Eccoci quindi tra le mani un disco registrato nella sua casa, a Lewes, nell’East Sussex. La produzione  è di Ian Kearey, già membro di quell’Oyster Band che ha sempre dichiarato eterno amore al sound-Albion Band tra i Settanta e gli Ottanta. Il primo brano dura oltre undici minuti compressisi, un bel medley: Awake Awake /The Split Ash Tree/ May Carol /Southover. Con The banks of green willow, Old Johnny Buckle, e nell’americana Pretty Polly già ci riporta i fasti degli anni Settanta, confermati dal bellissimo brano cajun Sur le borde de l’eau. Qualche punto in meno per altri brani come Washes Ashore, la Death and the lady già cavallo di battaglia insieme con la sorella Dolly e Cruel Lincoln. Qui è là gli anni si sentono in qualche sgranatura vocale. Poco male, comunque, il fascino che esce da questi brani resta enorme: un piacere all’ascolto. Grandissimo disco, giustamente premiato dalla BBC.

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