Nov
12
2018

PREMIO ANDREA PARODI: UNA GRANDE EDIZIONE. VINCONO I NAPOLETANI LA MASCHERA

di Andrea Del Favero

Cagliari ci accoglie con uno splendido sole, dopo i rovesci che hanno colpito anche l’isola nei giorni scorsi. Il tempo per una breve passeggiata nelle vie del vecchio centro storico e siamo pronti a tuffarci nella musica. Un po’ di saluti e abbracci nel foyer del Teatro Auditorium, con le giuste felicitazioni alla Fondazione Andrea Parodi per essere arrivati a questa nuova edizione del premio (Valentina Casalena, Elena Ledda, Ottavio Nieddu, Luca e Alessia Parodi, su tutti) e s’incomincia.
Onori di casa riservati a Ottavio Nieddu, che chiamo sul palco ad affiancarlo Gianmaurizio Foderaro, che ormai è diventato quasi più la voce dei primi musicali italiani che della Rai.
Lunga la carrellata degli artisti, ben nove set, impegnati nell’esecuzione del brano in gara e di un brano del repertorio solito di ciascuno di loro. Molta l’emozione sul palco, palpabile, che aggiunta a qualche imprecisione tecnica ha reso traballante più d’una interpretazione. Un duro lavoro, si dice in sala, attenderà le giurie, che sono divise in tre categorie. La giuria tecnica è formata da Lucia Campana (Premio Città di Loano), Gaetano D’Aponte (Premio Bainca D’Aponte), Andrea Del Favero (Folkest), Giovanni Gianluca Flores (Conservatorio di Cagliari), Michele Palmas (S’Ard Music), Marco Lutzu (etnomusicologo), Gianfranco Cabiddu (regista e musicista), Roberto Mancinelli (I mean) e dai musicisti Gigi Camera, Gesuina Deiana, Antonio Ferraro, Kaballà, Elena Ledda, Silvano Lobina, Gino Marielli, Gigi Marras, Simone Pittau, Andrea Ruggeri, Gisella Vacca) e dagli operatori culturali Annamaria Loddo e Nicola Meloni.
Molto nutrita anche la pattuglia della giuria critica con Claudio Agostoni (Popolare Network), Gabriele Antonucci (Panorama), Matteo Bruni (Radio Super Sound), Angela Calvini (Avvenire), Stefano Carboni (Radio Montecarlo), Simone Cavallino (Unica Radio), Flavia Corda (Rai 3 Sardegna), Franz Coriasco (Rai World), Valerio Corzani (Radio Rai 3), Tore Cabeddu (Eja TV), Ciro de Rosa (Blogfoolk), Daniela Diedda (Sardegna Eventi 24), Enzo Gentile (Il Mattino), Felice Liperi (La Repubblica), Monica Magro (Radio Sintomi), Elisabetta Malantrucco (Radio 1), Luigi Mameli (Radiolina), Marco Mangiarotti (Quotidiano Nazionale/Il Giorno), Andrea MAssidda (La Nuova Sardegna), Maria Grazia Maxia (Federazione degli Autori), Duccio Pasqua (Rai 1), Piersandro Pillonca (Uff. Stampa Consiglie Regionale della Sardegna), Timisoara Pinto (Rai 1), Francesco Pintore (Unione Sarda), Walter Proceda (Musica Jazz), Avv. Emanuela Russo (Nuovo Imaie), Cristiano Sanna (Tiscali), Claudio Scaccianoce (L’Inkiesta), Giacomo Serreli, Stefano Storace (Mo’l’estate), Nario Tasca (Sardegna 1), Jacopo Tomatis (Il giornale della Musica).

Nel corso della prima serata gli artisti in gara sono tenuti a presentare il brano in gara e uno del proprio repertorio, nella seconda serata il brano in gara e l’interpretazione di un brano di Andrea Parodi e la terza sera soltanto il brano in gara.

Il premio Parodi si caratterizza per il gran numero di appuntamenti collaterali alla gara canora, che sono iniziati nella mattinata del venerdì con seminari dedicati principalmente ai musicisti presenti, per proseguire nel pomeriggio, sotto la conduzione di Claudio Agostoni di Popolare Network, con la presentazione del brano Il sogno di Gigi Marras, che vede una partecipazione voali di Andrea Parodi, per passare infine al Sessantotto e a Fabrizio De André, due temi giustamente affrontati insieme, occasione per presentare i due nuovi libri di Felice Liperi (Ribelli e ostinati – i suoni del ’68)ed Enzo Gentile (AMICO FABER – Fabrizio De André raccontato da amicie  colleghi). Un dialogo davvero piacevole tra i due autori e Agostoni, che ha fatto portare anche alla luce alcuni gustosi aneddoti.

Alla sera di nuovo fuoco alle polveri al Teatro Aditorium con tutti gli artisti in gara: il napoletano Anielllo Misto, che abbiamo scoperto nelle giornate del Premio in un’inedita versione cabarettistica, il gruppo multietnico e multiculturale Ararat Ensemble Orchestra, il trio piemontese Dindùn, che forse ha raccolta meno di quanto ci si aspettasse, il siciliano Giuseppe Di Bella con le sue affascinanti ballate, i Feral Cor con la loro multietnicità e l’uso del genovese, gli sperimantali Kos, atipica e affascinante esperienza sonora della Sardegna, gli arrembanti napoletani La Maschera, i coloristici ciprioti Monsieur Doumani e gli energici napoletani Terrasonora con le loro belle voci. Ospite speciale della serata la vincitrice dello scorso anno, Daniela Pes, che abbiamo trovato piuttosto ridimensionata dal cambio di formazione, con un sound generale meno convincente e d’impatto.

Gambe sotto il tavolo tutti insieme, in quella bella atmosfera che per il Premio Parodi è ormai tradizione e siamo già pronti per gli appuntamenti del sabato.

Inizio dedicato a Mauro Palmas, che a mio parere è uno dei più significativi musicisti di folk dell’Italia intera, spesso non immediatamente sulla bocca di tutti, forse anche per una sua naturale ritrosia a farsi personaggio e un’attitudine innata a pensare più ai progetti sonori e al suono della formazione con la quale sta lavorando che alla sua auto-promozione. Un grandissimo disco, questo Palma de sols, che con le sue mandole ci porta a viaggiare con la mente e con il cuore, sul quale ritorneremo a breve.

Immediatamente a ruota il dibattito Dall’autentico al cliché – stereotipi della world music, coordinato da par suo da Jacopo Tomatis, introdotto da Marco Lutzu, con una serie d’interventi di Ciro de Rosa, Timisoara Pinto, Mauro Palmas, Andrea Del Favero e concluso con la consueta sintesi e ironia da Ignazio Macchiarella.

Alle 18.30, questa volta non più alla sala SEARCH, ma all’auditorium, l’interessante chiacchierata a visione su Il canto a chitarra, con Marco Lutzu e Ottavio Nieddu.

Il tempo di un ottimo spritz con il Campari e ci si tuffa nella serata finale, pronti a decretari i vincitori della varie categorie. Dopo l’esibizione di tutti glia rtisti in gara, è toccato agli ospiti, con la strepitoso chitarrista (o sarebbe meglio dire, inventado un neologismo, cordista?) macedone Stracho Temelkovski, che ha strabiliato e incantato tutti i presenti. Funambolico, senza essere fine a se stesso. A ruota il Duo D’Altrocanto, due giovani, ma ormai navigate, artiste padovane, che già avevamo avuto modo di ascoltare e apprezzare, ma hanno mostrato sul palco di Cagliari la grande maturità raggiunta e un impasto sonoro davvero fuori dal comune. Tenetele d’occhio, faranno grandi cose.

Durante la serata Daniele Cossellu, storico fondatore dei Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu, ha ricevuto il Premio Albo d’oro 2018, il riconoscimento assegnato ogni anno ad una figura di rilievo del mondo culturale e artistico italiano.

Ultimo ospite presente sul palco dell’Auditorium è Jorge Pardo, amatissimo nel suo Perù, accompagnato dal suo fido chitarrista Francisco Rey Soto e per l’occasione da Silvano Lobina al basso elettrico, Andrea Ruggeri alle percussioni e Mauro Palmas. Delicato e potente, davvero un grande artista, che si è donato anche alla session finale, che ha visto come protagoniste le voci di Elena Ledda e del Duo D’Altrocanto e Stracho Temelkovski.

Nel frattempo le giurie avevano votato e lo spoglio finali ha portato i seguenti risultati:

La band napoletana La Maschera con il brano Te vengo a cerca’ , cantato in napoletano e wolof, ha vinto l’undicesimo Premio Andrea Parodi;

I ciprioti Monsieur Doumani hanno conquistato il premio della critica;
Miglior testo Ncucciarisi (cantata in siciliano) di Giuseppe Di Bella

Miglior musica e migliore interpretazione ancora a La Maschera;

il premio della critica internazionale è stato assegnato ai sardi Kor con Albore (in logudorese);

i Monsieur Doumani con la loro Gongs si sono aggiudicati anche la menzione per la migliore reinterpretazione di un brano di Andrea Parodi, quella per il miglior arrangiamento e il premio dei ragazzi in sala;

la menzione dei concorrenti  è stata spartita a pari merito tra i Feral Cor con La Sajetana (in genovese) e Giuseppe Di Bella.

 

 

Molti i premi e i bonus per il gruppo vincitore: avrà l’opportunità di esibirsi alle edizioni 2019 dell’European Jazz Expo in Sardegna, di Folkest in Friuli, del Negro Festival di Pertosa (Salerno), del Premio dei Premi al Mei di Faenza, dello stesso Premio Parodi e in vari altri eventi e serate che saranno man mano annunciati. Inoltre per La Maschera c’è un tour di otto concerti, realizzato grazie a NuovoImaie (progetto finanziato con i fondi dell’art.7 L. 93/92), e una borsa di studio di 2.500 euro.
Al vincitore del Premio della critica va invece la produzione di un videoclip offerto dalla Federazione degli Autori.
L’appuntamento è per il 2019 e vi consigliamo vivamente di un breve viaggio in Sardegna per l’occasione: ne varrà ampiamente la pena!

 

Le foto dell’articolo sono di Andrea Del Favero, Gianni Martin e Gianfilippo Masserano.

 

 

 

 

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