INTERVISTA A DONAL O’CONNOR


Irlanda fra tradizione e cambiamento

a cura di Massimo Greco

Donal O’Connor è una delle nuove stelle della musica irlandese. Violinista, ma anche pianista e cantante, appartiene ad una famiglia di famosi musicisti. Ho incontrato Donal per la prima volta esattamente dieci anni fa al termine del Frankie Kennedy Winter School, che si tiene ogni anno in Donegal l’ultima settimana di dicembre. L’amico comune Davy Maguire, prima di riportarmi a Belfast in auto, si fermò per un’ultima pinta al pub di Gweedore. Lì trovammo Donal seduto da solo a gustarsi la sua Guinness. Fu un attimo e Davy e Donal iniziarono a suonare dei tunes insieme. Qualche pinta dopo ripartimmo tutti insieme per Belfast con l’auto di Davy. Al tempo non sapevo chi fosse anche perché era molto giovane ed appena all’inizio della sua carriera musicale. Oltre al talento mi colpì il suo carattere mite e silenzioso. Qualche anno più tardi scoprii però anche dei lati simpaticamente folli della sua personalità ma questa è un’altra storia.
Donal ha accettato di rispondere ad alcune mie domande che ruotano sulla musica irlandese ma non solo. Lo scopo dell’intervista, infatti, è stato quello di conoscere il punto di vista di un musicista irlandese della nuova generazione sulla musica del suo Paese e di altri tradizioni.



La tua pagina myspace (http://www.myspace.com/donaloconnorfiddle) è ricca di informazioni sulle tue attività musicali. Puoi descrivere brevemente i gruppi con cui stai suonando attualmente ?
In questo periodo sono attivo particolarmente in quattro progetti diversi: At First Light, un duo con mio padre Gerry O'Connor, The Steve Cooney Big band ed un duo con Martin Meehan (flauto).
La band At First Light è composta da due Uilleann pipes, violino, bodhran, bouzouki, chitarra e voce. C’é quindi una grande varietà di suoni e strumenti nel gruppo. Suoniamo principalmente musica tradizionale irlandese ma anche asturiana e bretone con arrangiamenti ed interpretazioni originali. Anche i brani variano da tempi molto veloci ad altri con andamento più lento e melodico. Lavoro molto anche con mio padre Gerry O'Connor. Si tratta di un duo violino/piano oppure violino/violino, di pura e solida musica tradizionale suonata secondo il vecchio stile. Spesso Cathal McConnell dei Boys of the Lough si unisce a noi con flauto e voce.
La Steve Cooney Big Band è composta da 7 musicisti (percussioni, basso, tastiere, organetto, pipes, violino e whistle) che ruotano intorno a Steve Cooney, che suona diversi brani con la chitarra elettrica. E’ molto divertente suonare con questo gruppo che può essere considerato come una band da festival che suona Irish music contaminata con reggae, ska, rock e blues.
Martin Meehan, infine, è un grande e giovane flautista della Contea di Armagh. Suo fratello
Paul suona con i Lúnasa. Al momento stiamo lavorando insieme ad un progetto che coinvolge anche Liam
O'Maonlaí (Hothouse Flowers) e Seamie O'Dowd (ex Dervish). Faremo sia pezzi strumentali che cantati. Non vedo l’ora di lavorare con musicisti così grandi.

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Quando hai iniziato a suonare musica irlandese ?
Nella mia casa c’è sempre stata musica irlandese. Mio padre Gerry O'Connor è violinista e mia madre Eithne NíUallachain era una flautista ed una cantante tradizionale. Mio padre mi mandò a lezioni di violino quando avevo 6 anni ed ho studiato fino al 6° anno di violino classico. Inoltre, mia nonna Rose
O'Connor insegnava a tantissimi bambini nella area di Dundalk ed ogni volta che andavo a trovarla mi insegnava un brano tradizionale. Così quando ebbi 11 o 12 anni decisi di interrompere gli studi classici e di concentrarmi sulla musica tradizionale. Entrai in una Ceili band ed il resto è cronaca.

Sei interessato a musiche tradizionali di altri Paesi ?
Certamente. Mi piace molto la musica scozzese, bretone, galiziana e recentemente ho familiarizzato con la musica delle Asturie, regione confinante con la Galizia. Ruben Bada che suona il bouzouki in At First Light è di Oviedo e mi ha fatto conoscere molto della musica della sua regione. E’ una musica meravigliosa basata molto sul suono delle pipes asturiane e il canto. Per molti versi è simile alla musica irlandese e galiziana. Ho avuto anche l’opportunità di avvicinarmi alla musica tradizionale corsa. Amo la forza incredibile del canto polifonico tradizionale corso ma anche la musica strumentale.

L’anno scorso Niamh Parsons mi disse di lavorare molto di più all’estero che in patria perché in Irlanda la competizione è molto forte. E’ lo stesso per te ?
Si, suono molti più concerti all’estero che in Irlanda. E’ una fortuna per noi che la musica irlandese sia così apprezzata in tutto il mondo grazie anche all’attività fatta in passato da gente fantastica come i Chieftains, i Boys of the Lough, i Dubliners, ecc.. Penso che sia difficile vivere con la musica tradizionale in Irlanda perché ci sono così tanti musicisti che suonano gratuitamente in pubblico con le session. Pertanto è più difficile trovare gente disposta a pagare per festival e concerti.

Parlando di stili, pensi che per un musicista di musica tradizionale sia più importante sviluppare uno stile personale, come ad esempio Tommy People o Kevin Burke o Martin Hayes oppure essere riconosciuto come un purista legato allo stile di una contea od area musicale ?
Penso che il proprio stile personale sia sempre molto influenzato dalla regione di appartenenza e da ciò che si ascolta. Viceversa il musicista può anche influenzare lo stile della propria area. Ad esempio, la musica di Kevin Burke ha molto dello stile di Sligo, così come quella di Martin Hayes dello stile di Clare e quella di Tommy Peoples dello stile del Donegal e tutti e tre hanno influenzato a loro volta i rispettivi stili regionali. Personalmente io penso di suonare con lo stile della Contea di Louth così come mio padre che a sua volta ha influenzato lo stile della Contea stessa. Ma a volte ci si concentra troppo sugli stili e non abbastanza sulla “musica”.

La scena della musica irlandese è cambiata rispetto al periodo dei tuoi inizi ? Pensi che ci sia stata un’evoluzione e se sì in quale direzione ?
Beh sì, c’è molta più gente che suona musica irlandese oggi e questo è positivo. Ci sono molti più artisti ma anche più possibilità di concerti e progetti a cui partecipare. Questo è salutare perché i migliori musicisti hanno comunque la possibilità di trovare la propria strada per emergere e per arrivare la pubblico. Non penso che la musica sia cambiata in realtà. Certo la tradizione evolve ed integra nuovi tipi di musica e nuovi stili ma guardando con una prospettiva di lungo termine, la musica tradizionale mantiene un cuore centrale di valori e fattori importanti che non verrà mai scalfito dalle mode moderne e contemporanee.

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Quali sono i tuoi CD favoriti di musica irlandese di tutti i tempi e dell’ultimo anno ?
Di tutti i tempi: “Man of Achievement” di Sean Maguire , “After the break” dei Planxty, “An Ghleann Ciúin” di Tommy Peoples, “Welcome here kind stranger” di Paul Brady.
Per gli utlimi anni: “Má bhíonn tú liom” di Roisin Elsafty, “Ceol is Píob” di Tiarnan
Dinkin & Stephanie Maken ed “Happy Hour” di Donal Murphy.

Quali sono le nuove band irlandesi che raccomanderesti ai lettori di Folk Bulletin ?
C’è una grande band che si chiama Guidewires che a mio giudizio suona veramente della buona musica. Poi consiglierei di ascoltare un giovane flautista, Dave Sheridan della Contea di Leitrim, e Roisin Elsafty che è una favolosa cantante di Sean Nós (lo stile tradizionale irlandese di cantare a cappella) proveniente dal Connemara. C’è anche un’ottima band di Castlewellan nel Nord Irlanda, di nome Neadar, di cui sentiremo parlare molto in futuro.

Quante volte sei stato in Italia a suonare ?
Non sono sicuro ma forse 20 volte. Ho suonato principalmente nel Nord con At First Light.

Qual è stata la tua esperienza in Italia in termini di organizzazione, pubblico, qualità degli eventi ?
Ho sempre trovato l’Italia un eccellente Paese per suonare. Ottimi palchi, ottima organizzazione ed ottima risposta del pubblico e, naturalmente, il cibo è il migliore del mondo ed aiuta a dimenticare le cose negative che possono capitare sulla tua strada !!!

Hai incontrato musicisti italiani che ti hanno impressionato ?
Ho conosciuto Massimo Bubola nel 2008 a Folkest: penso sia una grande musicista. Mi piace la band La Sedon Salvadie. Mi piace moltissimo anche Mauro Palmas…

Ultima domanda. Hai un episodio curioso da raccontare legato alla tua attività musicale ?
Si, L’anno scorso abbiamo avuto un ingaggio per suonare a Taiwan. Il viaggio è durato 23 ore e quando siamo arrivati eravamo molto stanchi ed affamati. L’organizzatore ci ha detto che ci avrebbe portato al miglior ristorante di Taiwan. Ci abbiamo messo 3 ore e mezza, circondati da un caldo incredibile per raggiungere il posto. Faceva così caldo che spruzzavano acqua fredda sui finestrini per mantenerli freschi. Quando siamo arrivati e ci hanno portato il cibo non siamo stati in grado di capire cosa fosse ma eravamo così affamati che avremmo mangiato qualsiasi cosa. Dopo, abbiamo scoperto di aver mangiato un miscuglio di intestini di mucca fritti ed una frittura di rane!! Inutile dire che abbiamo saltato il dessert.

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