NOI SUONEREMO A FOLKEST (2)
U
Munacidde
Proseguiamo
la pubblicazione delle interviste ai vincitori
delle Selezioni Nazionali di “Suonare a
Folkest”.
Questo mese è il turno di ‘U Munacidde, la formazione
di Gravina di Puglia
che si è imposta il 30 gennaio scorso nella Selezione di
Coreno Ausonio (FR).

Quando è nato ufficialmente il vostro gruppo e quali
obiettivi -musicali e non- si prefigge?
Ufficialmente
il gruppo nasce nel 2001 con l’intento di far
rivivere i brani popolari del nostro territorio.
L’esperienza
all’interno della musica popolare ci ha reso
possibile la conoscenza del concetto di
“appartenenza” e la forza che la dialettica
musicale esercita su chi intraprende questo tipo di
percorso; Come la lingua, anche la musica è soggetta a
trasformazioni, influenze e sintesi; è per questo che, su
una base di ricerca e sperimentazione ponderata, siamo
spettatori curiosi della nostra evoluzione. In ogni caso
gli obiettivi che ci prefissiamo sono quelli di poter
contribuire a dare alla musica world italiana una forte
identità territoriale oltre che un ampia leggibilità fuori
dalla nostra cultura.
Come
definireste la vostra zona di provenienza dal punto di
vista delle opportunità di suonare che vi
offre?
La
Puglia in questi ultimi anni è diventata un cantiere aperto
per questo tipo di progetti, quindi gli stimoli sono molti
ed anche le opportunità, ma di certo è risaputo che dove ci
sono molte realtà vi è anche molta concorrenza, quindi
spesso capita di doversi contendere l’osso.

La
scelta del repertorio come avviene?
Abbiamo due
tipi di repertorio: uno decisamente popolare, dove i suoni,
i ritmi e i testi appartengono alla tradizione, ed è un
repertorio che spesso utilizziamo nelle piazze dove vi è un
tipo di pubblico che non ha un ascolto attento ma vuole
semplicemente divertirsi; i brani di questo repertorio,
come nella migliore tradizione , rappresentano uno spaccato
della quotidianità paesana: l’amore , la magia , la
religiosità, l’invidia, la condizione dell’uomo
e della donna , il sotterfugio , la goliardia.. che
integriamo con la gestualità popolana e alcuni passi di
danza . L’altro repertorio è quello formato da brani
di nostra composizione dove entrano visibilmente in gioco
le esperienze personali di ogni musicista e dove le
sonorità hanno un aria più world con un uso tecnicamente
più contemporaneo degli strumenti .L’idea di base su
cui si poggia questo lavoro è che “il ritmo porta con
se la parte più viscerale ed autentica di un popolo”
e la natura con cui questo popolo si confronta, ne crea le
armonie. Questo è uno spettacolo che utilizziamo in teatro
ed in contesti dove la gente è “intellettualmente più
curiosa”. È ovvio che in alcune situazioni
utilizziamo una miscela dei due repertori, anche perché
l’uno è derivato dell’altro.

Perché
questo nome?
U‘
Munacidde è un nome scelto in maniera un po’
estemporanea, non troppo meditato, scelto a fini
scaramantici . “U
munacidde” è il
nome dialettale con cui nel nostro paese (Gravina di
Puglia) viene denominato il folletto del sonno; portatore
di magia e fortuna. Molte sono le persone disposte a
giurare di averlo incontrato .
Bene.
Adesso presentaci il gruppo, nome per nome, strumento per
strumento...
Sandro
Varvara – voce
Loredana Savino- voce
Renzo
Cicolecchia-violino
Carmine Calia-
fisarmonica
Gaio Ariani-
mandolino
Saverio
Paternoster- chitarra
Leo Zagariello-
basso acustico
Michele
Marrulli- percussioni
Mirko Patella-
fonico
