FRA MAGGIO E
GIUGNO IN PROVINCIA DI BERGAMO
LO SPIRITO DEL
PIANETA”, FESTIVAL INTERNAZIONALE
DI GRUPPI
TRIBALI E INDIGENI
Voci
dal mondo
In
occasione dell’appuntamento bergamasco abbiamo
intervistato
i rappresentanti di due dei numerosi gruppi partecipanti
KEN
DUNCAN
(APACHE)
Da
un punto di vista musicale e della danza, come si
inquadrano le vostre tradizioni?
Le nostre
tradizioni consistono soprattutto nel narrare storie,
musicate o figurate, integrate dalle nostre emozioni, che
derivano direttamente dall’energia che scaturisce
dalla Madre Terra. E noi diveniamo parte di questa energia.
Quali le loro unicità e quali le loro affinità con altri
popoli vicini o lontani?
Il tratto
unificante della nostra tradizione e di molte altre di
popoli nativi è che cantare e ballare non è uno spettacolo
per il pubblico, ma la riproposizione di un rito arcaico
che celebra la terra e il cielo, gli uccelli e tutti gli
altri animali. Rendiamo onore alla vita, quindi, e crediamo
di meritare rispetto per questo. Ecco, se dovessi definire
ìn una parola il tratto unificante fra le nostre e altre
tradizioni di differenti parti del mondo, direi: rispetto.
Come e perché resistono le vostre tradizioni di
fronte al successo delle logiche globalizzatrici che sempre
più governano il mondo?
La risposta è
una logica conseguenza di quanto detto prima. Il nostro non
è uno spettacolo: è un momento di contatto con la vita, con
la Madre Terra, con la spiritualità del creato. Quindi
quello che facciamo non può cambiare o perdere
d’identità, perché è espressione stessa della vita e
del mondo. Se la natura non cambia il suo dipanarsi, le sue
regole, le sue articolazioni… perché dovremmo farlo
noi?
SUSAN SIMAYIAI
(MAASAI)
Da
un punto di vista musicale e della danza, come si
inquadrano le vostre tradizioni?
Sono
essenzialmente la raffigurazione dei momenti di festa e di
scambio all’interno della tribù, riunioni in cui la
comunità cerca di trovare aggregazione e contatto. Per
questo i sentimenti che prevalgono durante le nostre
esibizioni sono gioia e felicità. Questo almeno è quello
che cerchiamo di trasmettere al pubblico.
Quali le loro unicità e quali le loro affinità con altri
popoli vicini o lontani?
L’aspetto
più evidente delle nostre coreografie è la dimostrazione di
forza che danno i nostri uomini spiccando salti di
inusitata altezza e le nostre donne muovendo sinuosamente i
fianchi al ritmo della musica. Questa gestualità è comune a
molti altri popoli, perché ha origini antichissime,
probabilmente a quando la terra era abitata da un unico
popolo. I temi che affrontiamo nelle nostre danze sono
soprattutto quelli legati alla celebrazione della natura,
che è nostra amica così come è amica di tutto il genere
umano.
Come
e perché resistono le vostre tradizioni di fronte al
successo delle logiche globalizzatrici che sempre più
governano il mondo?
L’insegnamento
delle nostre tradizioni ai bambini fin dalla più tenera
infanzia è alla base della perpetuazione delle tradizioni
stesse e della loro difesa dalla globalizzazione. Inoltre,
per noi ogni occasione è buona per ballare e praticare
spesso le danze tradizionali ci mette nelle condizioni di
non dimenticarcele più!