Feb
20
2012

Le Balluche de la Saugrenue – “Nos Petites Amourelles”

Il “Bal Musette” sta al nostro” Liscio” come la Francia sta all’Italia: sono meno cugini di quanto possa sembrare ma assolvono al loro ruolo prefissato con analoga precisione e costanza, ma allo stesso tempo improntitudine e sberleffo. In una cosa, forse, maggiormente differiscono: grazie al rispetto che –nel corso degli anni- gli hanno portato fior di musicisti (soprattutto jazz), quasi nessuno in Francia si sogna di criminalizzare il “Bal Musette” o di parlarne storcendo la bocca con fare spocchioso. Così succede che non sono poche le band d’Oltralpe che negli ultimi anni hanno scelto di rivitalizzare il repertorio di valzer, polke, mazurke (e java, ovviamente) reso celebre da film come “Il Porto delle Nebbie” o “Rififi”, e da attori come

Jean Gabin e Simone Signoret. Una delle più affermate, titolare di un progetto di ricerca stilistica che va sotto il titolo di “Bal Musette Atypique”, è certamente Le Balluche de la Saugrenue, ovvero Nina la Brume (Anne Ratsimba, canto); Flo la Bretelle (Florent Sepchat, fisarmonica); Pedro le Basque (Pierre Mager-Maury, chitarra manouche); David l’Ampoule (David Forget, contrabbasso); Jean-Jean la Taxe (Jean-François Caire, batteria). L’etichetta emiliana Sheherazade, “braccio armato” del progetto culturale TacaDancer interamente dedicato alla musica da ballo, ha investito su di loro non poche energie credendo nella loro capacità di coinvolgimento e di riproposta di un genere che abbina la facile presa a un background culturale ben preciso. E in effetti i cinque ragazzi di Lione ce la mettono tutta per ricamare sul canovaccio consueto del “Musette” più o meno nuove e audaci variazioni tematiche, fra le quali si riconoscono sia il doveroso e un po’ scontato omaggio a Django Reinhardt e all’epopea manouche, sia le più inattese citazioni di vintage rock’n’roll o venature di reggae. L’aggiunta di ingredienti anomali rende indubbiamente la ricetta più gustosa, anche se talvolta il gruppo sembra perdere la direzione… Ma forse nel suo nomadismo culturale Le Balluche de la Saugrenue ha trovato il giusto equilibrio e a noi non resta che divertirci ascoltandoli con attenzione. www.sheherazade.it.

Roberto G. Sacchi

Le Balluche de la Saugrenue – “Nos Petites Amourelles” (CD)

Sheherazade, 2012

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