Nov
30
2010

MORNING MANIC MUSIC – Ernesto De Pascale

PDB 015 – 2/ MATERIALI SONORI, 2007 – ROCK/PROGRESSIVE FOLK ROCK

Ernesto De Pascale è un giornalista e conduttore radiofonico fiorentino conosciuto ai più come voce “storica” di Rai Stereonotte. Dal 1992 ad oggi ha pubblicato diversi saggi e romanzi e nel 1998 ha dato vita al sito www.ilpopolodelblues.com e all’omonima etichetta musicale; una denominazione tratta dal titolo di un bel saggio pubblicato alla fine degli anni Sessanta da Leroy Jones oggi Amiri Imanu Baraku sulla “sociologia popolo afroamericano attraverso l’evoluzione del jazz”. De Pascale svolge inoltre un’intensa attività didattica ed è presidente e membro di diverse giurie di prestigiosi premi musicali e festival tra cui il “Premio Ciampi” e il “Trasimeno Blues Festival”. A tutte queste poliedriche attività De Pascale unisce quella di musicista. “Morning Manic Music” è il suo primo lavoro solista e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, questo non è un disco di blues ma un appassionato omaggio di De Pascale alla musica rock britannica degli anni Settanta con reminiscenze folk e progressive di matrice canterburyana. Concepito anche graficamente come un ellepì 33 giri, il cd contiene nove tracce tutte ottimamente composte, suonate e cantate. Il lavoro piacerà senz’altro a chi ha amato la musica evocativa e sorprendente che usciva dai microsolchi di band rivoluzionarie come i Fairport Convention, i Planxty, i King Crimson, gli Yes; ma anche i Beatles di “Revolver” e il west coast sound californiano, acido e psichedelico dei primi Loggins e Messina e dei Jefferson Airplane. Vinili che ancora oggi affollano copiosamente l’immensa libreria di De Pascale debitamente ritratta nell’inlay del cd. I brani sono tutti autografi e cantati da De Pascale che si occupa anche proficuamente delle tastiere. Le canzoni si avvalgono di una nutrita schiera di musicisti sia italiani sia stranieri che contribuiscono egregiamente alla riuscita del lavoro. Un plauso va sicuramente tributato a Ken Nicol, chitarrista di grande valore, ma anche a tutti gli altri bravi musicisti: Guido Melis al basso, Lorenzo Desiati alla batteria, Giulia Nuti alla viola, Antonio Gramentieri alla chitarra elettrica, Francesco Gazzara all’organo, Paolo Giorgi alla chitarra acustica, Gianni Rosati alla pedal steel, Franco Bottai alla chitarra elettrica ed acustica, Matteo Urro alle chitarre elettriche, Fabrizio Berti all’armonica, Stefano Pogelli al bouzouki e Lucio Morelli ai rumori vari. Una menzione particolare per Kevin Trainor, le cui chitarre impreziosiscono “Endless fight” e “There always be a light”; e per Joe Broughton il cui bel lavoro al piano e agli archi conferisce un’affascinante atmosfera dilatata e dylaniana a “Lost Hollywood”.

Fabrizio Poggi

Lascia un commento

Ho letto ed acconsento alla Privacy Policy

Contatti redazione

www.folkbulletin.com
Testata giornalistica registrata,
tribunale di Pordenone nr. 497
del 10/6/2003.
Copyright © EditEventi
P.IVA 03881480101

Direttore responsabile Nicola Cossar
Redazione: direttore@folkbulletin.com

Utilizzando gli indirizzi email per comunicazioni, autorizzi al trattamento dei dati personali ex L. 196/2003 dopo aver letto e compreso la privacy policy

Privacy e Cookies