Gen
31
2015

LO JOIK E LA TEORIA DELLA CONOSCENZA

L’animismo dello Joik ovvero il suono primordiale dell’armonia (oppure pandemia) universale”
Con il nome Joik (da qui in poi scritto e pronunciato yoik) viene identificato un tradizionale canto solitsta iterativo della cultura Saami (o Lappone) che viene ritenuta una delle più antiche forme di musica in Europa. Un tempo fu una parte importante nelle loro ancestrali pratiche religiose, e questa è forse la ragione per cui fu marchiato come un taboo con l’avvento del cristianesimo, al punto che ancora oggi lo yoik è proibito in certe aree. Proviamo ora a fare il punto della situazione in modo critico, confrontando lo yoik con un argomento come la conoscenza nel campo scienze sociali, usando le concezioni occidentali sul canto come termine di paragone.
Lo yoik si distingue dalla nostra nozione di canto in diversi modi. Tanto per fare un esempio uno non può eseguire uno yoik su qualcuno o qualcosa, ma semplicmente si “yoik” qualcuno o qualcosa, uno yoik non ha oggetto e quindi è impossibile nell’insieme considerare lo yoik in termini di soggetto e oggetto.
Lo Yoiker (il cantore di yoik) può forse essere considerato parte integrale dello yoik e questo può fornire interessanti suggerimenti per meglio cercare di penetrare questa realtà con i nostri occhi occidentali.
Una canzone Europea occidentale generalmente ha un inizio e una fine, uno yoik invece inizia improvvisamente e termina anche bruscamente. In effetti lo yoik non ha un inizio e nemmeno una fine e tende a mantenere piuttosto un andamento circolare anzichè lineare, per quanto un cerchio non sia sempre un’adeguata descrizione grafica della struttura di uno yoik, perché uno manca della simmetria Euclidea d’un cerchio. Semplicemente quindi non si può rispondere alla domanda dove inizi uno yoik e dove finisca: in una tale ottica se andiamo a considerarne l’evoluzione è comunemente ritenuto che lo sviluppo abbia alcuni avanzamenti in direzione lineare. A questo punto più di qualcuno potrebbe chiedersi che cosa sia esattamente uno sviluppo se ci muoviamo all’interno di un circolo asimmetrico; giustissimo, ma qui andiamo a impaludarci in un discorso che solleva la questione della superiorità delle simmetrie nel contesto di un discorso scientifico. Non ci sembra propri il caso di perderci ora in questi meandri.
Ci sono yoik per persone, animali e territori. Nella tradizione Saami era molto iportante per una persona avere uno yoik tanto quanto dargli un nome all’inizio. Probabilmente nell’eseguire uno yoik, un paesaggio o un animale, le popolazioni saami riscontrarono lo stesso significato rituale. Persino per un orecchio allenato è difficile udire la differenza tra uno yoik animale e uno yoik di una persona. La ragione è semplice in quanto le persone, gli animali e i territori non sono così distinti nella mentalità Saami così come sono nella mentalità europea occidentale. L’etica, applicata agli individui umani, viene nello stesso modo estesa agli animali e ai territori, o insiemi di animali e insiemi di terre, tanto per capirci. In questo modo esattamente come uno non può possedere un individuo, così come uno non può possedere l’essenza di un animale o di un territorio.
Gli yoik variano da luogo a luogo proprio come per un linguaggio. Essi possono essere qualsiasi cosa dal melodico, all’epico, all’imitazione di canti di uccelli e quant’altro. All’interno di ciascun “dialetto yoik” ci sono yoik di domini linguistici o variazioni personali. Così fare lo yoik non è un fenomeno di una società uniforme, ma appartiene ad un mondo di diversità. I musicisti contemporanei hanno difficoltà nel capire uno yoik, in quanto differisce di volta in volta. Un musicista si aspetterebbe che un esecutore di yoik inizi con lo stesso tono ogni volta che esegue uno yoik, credendo così il musicista di poter comporre un arrangiamento per uno yoik. Comunque un esecutore di yoik potrebbe avere delle difficoltà nel cambiamento dell’armonia con l’accompagnamento di un musicista, dal momento che lo stato d’animo dell’esecutore di yoik potrebbe essere cambiato dall’ultima volta che ha intonato il canto, e lo stesso stato d’animo si manifesta di volta in volta nello yoik. A questo riguardo uno yoik non ha una natura fissa, ma va visto come una sorta di processo che sfugge a ogni catalogazione di tipo scientifico. Un processo di creazione a cavallo tra arte e sciamanesimo, un afflato primordiale iniziatico che difficilmente potrà trovare spazi vitali nella globalizzazione della world music.

Andrea Del Favero

joik

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