Ago
27
2014

LIVE – Orchestrabottoni – OBOT 1, 2014

orchestrabottoni.coverQuando nella vita di una band, per quanto anomala essa possa essere, intercorrono fatti che ne stravolgono l’essenza al punto da modificarne non solo il nome e la formazione ma lo stesso spirito, forse è meglio partire a parlarne ex novo, senza eccessivi riferimenti al passato; in particolare, poi, se il gruppo anagraficamente è ancora giovane e decisamente orientato al futuro. Per saperne di più, potete comunque rileggervi http://www.folkbulletin.com/orchestrabottoni-organetti-ma-non-solo. Dando per scontato che lo abbiate fatto, procediamo con l’analisi critica del disco che, premessa non trascurabile, è un vero live (sia pure ripreso in momenti e luoghi diversi) e del live conserva la freschezza, l’improntitudine, la voglia di stupire. “Live” è un disco costruito da contrari che incontrandosi si dinamizzano e diventano energia pura, come tanti ossimori di buona fattura possono trasformare, in letteratura, un discreto romanzo in un capolavoro. Per esempio, si può ben affermare che “Live” sia un disco di organetto, ma a ben vedere il piccolo mantice è presente in organico in misura solo apparentemente preponderante; si può ben affermare che “Live” sia un disco d’autore, ma altrettanto si può sostenere che sia un disco di interpretazione, perché l’impegno e la passione che la truppa di giovani musicisti mette nel concretizzare il proprio intento è ben superiore a quanto necessario per realizzare un buon disco di cover di vari autori; e ancora, pur essendo “Live” un disco unitario e compatto, ben concepito ancor prima che ottimamente suonato, esiste nella track-list un brano che ha tutte le caratteristiche per essere un “singolo” di successo, e cioè la versione bottoniana di “Trioolè” di Riccardo Tesi. Non avrebbe potuto avere esordio discografico migliore Orchestrabottoni, ensemble destinato a colmare varie lacune nel futuro dell’offerta italiana di musica di qualità, proposta intelligente fra divertimento e cultura, fra volontà di rinnovamento e mantici ben saldi nella tradizione. E non perdete tempo a classificarli in categorie: di Orchestrabottoni ce n’è una sola, guardarsi dalle future, possibili imitazioni. www.orchestrabottoni.it

Roberto G. Sacchi

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