Feb
23
2016
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La quarta tappa di Suonare@Folkest arriva a San Pietro in Cariano (VR) Alla ricerca delle migliori proposte della musica folk in Italia

Il 27 Febbraio si svolgerà a San Pietro in Cariano in provincia di Verona, la nuova tappa di Suonare@Folkest 2016, l’iniziativa di Folkest pensata per animare i palchi della rassegna estiva delle nuove proposte emergenti da tutta Italia e per valorizzare tutta quella musica che, al di là dall’essere tecnicamente folk, etno, jazz o cantautorale, sappia dare voce a una o più radici culturali di qualsiasi parte del mondo. Le migliori selezionate, lo ricordiamo, avranno l’opportunità di esibirsi all’interno del Festival estivo.
Il luogo scelto è  La Fontana Ai Cigliegi di San Pietro in Cariano.
Tre le proposte musicali coinvolte in questa tappa: I Plebei da Rovereto, gli Electric Circus da Arco (Trento) e gli Smorfiàcc dalla provincia fra Brescia e Bergamo.

I Plebei sono una band con un repertorio di brani originali, contraddistinti da un sound innovativo e fuori da tutti gli schemi. Troviamo musica per tutti i gusti e per tutte le orecchie: da circo, da ballo, d’ascolto, spensierata e anche stonata, insomma una vera e propria musica plebea! Anche gli strumenti usati sono
stravaganti e insoliti come il tetragravicorde verticale, suonato da Coluccio Perticoni, il vibrafono a soffietto, cullato da Zibbonio Berretti, l’esacorde solitaria di Caetano Ebolini, i cilindri a percossa di Saulo Trulli da Rimini e infine il verbafono a palla e l’esacorde da passeggio di Calogero Focaluci. Con il loro sound eccentrico si rivolgono ad ascoltatori di tutte le età, trasportandoli oltre i confini del tempo e dello spazio, in una dimensione onirica tra sogno e realtà.

Gli Electric Circus sono un trio strumentale composto da Francesco Cretti alla chitarra, Paolo Urbani alla batteria ed alle percussioni ed infine Paolo Pilati al basso. La loro musica ha una base jazz nella quale confluiscono sonorità blues e fusion, caratterizzate da arrangiamenti elaborati, con una nota psichedelica a contornare il tutto. Il trio si ispira a grandi artisti del calibro di Miles Davis, Weather Report, Mulatu Astatke, The Heliocentrics e BadBadNotgood. Gli Electric Circus sono nati nel 2013 e in questo loro primo anni di vita il progetto si nutre di diverse collaborazioni, come Giordano Grossi al contrabbasso, Alessandro Leonardi alla tromba e Giuliano Buratti al sax. Nel novembre del 2014 esce il loro primo EP “Evoluzione”, registrato al MetroRec Studio di Riva del Garda (TN). Il disco, dopo un’introduzione scritta dal musicista eletteronico e amico Bruce Gil, contiene 5 brani originali ed una cover di Mulatu Astatke, il capostipite del’etno-jazz. Tra il 2014 e il 2015 girano l’Italia, esibendosi in Trentino, in Liguria e a Torino e Milano. Dalla primavera del 2015 il gruppo diventa ufficialmente un quintetto e continua il suo tour proponendo sia brani del disco che nuovi componimenti.

Gli Smorfiàcc prendono il loro nome dalla parola “gaì” che nell’antico dialetto significa suonatore. Il gruppo si presentano come ripropositare della tradizione bergamasca e più in generale di quella lombarda. I suoi arrangiamenti si mantengono fedeli alle sonorità delle musiche tradizionali, ma ricordano anche le canzoni d’oltralpe. I brani provengono dagli archivi dei campanari, ma anche da alcune ricerche effettuate dagli stessi membri del gruppo e sono in prevalenza ballabili (valzer, polche, mazurche, scotis, monfrine) e comprendono anche melodie create dagli stessi Smorfiàcc seguendo le stile tradizionale. Gli strumenti della tradizione locale (violino, baghèt, fisarmonica) vengono affiancati in alcuni brani da flauti, mandolino e bouzouki e ben tre baghèt suonati insieme, dimostrando versatilità e maestria incredibile. L’intento dei Smorfiàcc è quello di dare valore ad una musica poco nota al giorno d’oggi, ma che ha ancora molto da dire.

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