Gen
10
2018

IN..FONDO

di Nicola Cossar

Buon 2018, folkettari!

Buon anno ai conservatori e ai progressisti, agli esterofili e ai patrioti. In musica naturalmente…
Veniamo da un 2017 che ci ha regalato dischi e progetti estremamente interessanti, ma questo nuovo anno si preannuncia ancora più affascinante, stimolante e ricco di novità.

 

 

Fra queste, non possiamo certo dimenticare il quarantesimo compleanno di Folkest, il decano dei folk festival italici. Il segnale più forte che abbiamo registrato ultimamente proviene dalle istituzioni come, per esempio il NuovoImaie, ovvero l’Istituto mutualistico per la tutela di artisti, interpreti ed esecutori, ente preposto alla gestione e ripartizione dei diritti connessi spettanti agli artisti del settore musicale e di quello audiovisivo in seguito alla pubblica diffusione, trasmissione e riutilizzazione delle registrazioni fonografiche da essi eseguite e delle opere cinematografiche, o similari, da essi interpretati e dei compensi per copia privata audio e video, i cosiddetti diritti connessi.
Diritti che con il vecchio Imaie non venivano pagati. Oltre a ciò, con i proventi della gestione il NuovoImaie ha lanciato una serie di importanti bandi a sostegno dell’attività dal vivo dei gruppi musicali e per la realizzazione di opere video. Il tutto con grande trasparenza. Crediamo non sia poca cosa oggi: si tratta di piccoli-grandi segnali da un’Italia che forse e finalmente sta imboccando una strada di cambiamento!

Perfino la Siae, pachidermicamente, sta dando segnali d’evoluzione…

Folkbulletin seguirà l’evolversi di tutte queste novità.

 

E a proposito del vostro amato bollettino, che compie trentotto anni, ribadiamo un comandamento a noi molto caro: qui parliamo delle cose (dischi, libri, concerti) che ci piacciono e che riteniamo importanti, al di là di classifiche, vendite e notorietà. Così, se non abbiamo parlato di qualche nome famoso, non è per dimenticanza, ma perché non l’abbiamo ritenuto meritevole di attenzione, e quindi di segnalazione o commento. Riteniamo – come fosse un piccolo atto di fede (folk, naturalmente) – che il vitale e democratico esercizio della capacità critica da parte di ognuno faccia la differenza in un mondo che (quasi) tutto ascolta, tutto mangia e tutto espelle.

Questa è la bussola che guiderà anche il nostro/vostro 2018!

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