Dic
30
2016

HOLLIS BROWN e JAMA TRIO in concerto a Milano, 4 novembre 2016

Con un’apertura di serata lasciata agli italiani Jama Trio, allo Spazio Teatro 89 di Milano è andato in scena un folk-rock all’americana da applausi, un concerto, quello dei newyorkesi Hollis Brown, rovente ed entusiasmante. Questi sono Musicisti che suonano divertendosi e facendo divertire la gente, perché questo è ciò che il pubblico maggiormente desidera.
Apertura, come s’è detto del Jama Trio tutto nostrano, un progetto cucito addosso al cantante e chitarrista Gianmario Jama Ferrario dal bassista Massimo Allevi e dal batterista Francesco Croci. Per quest’occasione si sono presentati in scena anche con una voce femminile. Folk-rock venato di blues che da un po’ di tempo cercava di trovare una sua via personale e lontana dagli stereotipi a stelle e strisce. Dopo due album e due Ep si sono presentati al pubblico milanese con grande padronanza del palco e una bella pronuncia inglese (cosa non da poco per i gruppi italici, credeteci… Il cantante Gianmario Ferrario ha una bella voce che danza agevolmente tra roots rock, folk e soul e la sua scrittura è matura. Viene da chiedersi che cosa potrebbe fare questo Jama Trio alle prese con un produttore con i giusti attributi! Poesia, giusto gusto della ballad e qualche brano decisamente più graffiante, il tutto servito con gusto e una certa classe. Una gran bella sorpresa.

I ragazzotti del Queens sono più decisamente rock’n’roll e sono guidati da Mike Montali, un chitarrista – cantante – compositore dalle chiare origini italiane che dichiara fin dal primo accordo di chitarra di essere nato nel tempo sbagliato. I suoi riff e la sua voce trasudano Seventies ad ogni nota, nella musica degli Hollis Brown c’è entusiasmo ed energia, quella freschezza e quella gioia di vivere la musica che avevano i Crredence Clearwater Revival (omaggiati con una bella Green River), ma senza rinunciare all’introspezione e alla sperimentazione tipiche del sound crudo dei Velvet Underground che traspare in una stralunata versione di Sweet Jane. Gran bel lavoro alle chitarre da parte di John Bonilla e ottime scelte melodiche e ritmiche del tastierista Adam Bock, mentre la sezione ritmica ci è sembrata essere decisamente più normale, che non vuol dire scarsa, han fatto dignitosamente la lora parte dall’inizio alla fine. Tra i brani eseguiti citeremmo Rain Dance, 3 Shots, che da anche il nome al loro album, Wait for me Virginia, una dolcemente melodica Cathedral e un brano con il titolo di Dylan e le chitarre degli Stones, The ballad of Hollis Brown.

Ben due ore di concerto, fino all’apoteosi finale di Green River.
Ottimo concerto, due gran belle band e ancora un plauso a questa organizzazione che sta portando a Milano molti artisti degni di nota.

Gianni Giusti

1 Comment + Add Comment

  • Anche se sono passati quattro mesi da questo concerto, lo ricordo con grande piacere. Una serata che ha sciorinato un repertorio d’eccezione. Grande open act dei Jama Trio , ragazzi che meritano grande rispetto

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