Set
13
2012

Latanza, Antonio – “Il Piano a Cilindro”

Antonio Latanza

IL PIANO A CILINDRO. Alla riscoperta di un’ eredità musicale dimenticata

Aracne Editrice srl – Roma – 2009 – pp.412 – € 40,00 con 2 CD allegati

Circensi e lunaparkisti, fieranti ed artisti della strada come madonnari,cantastorie, suonatori ambulanti, burattinai ecc., sono i veri “artigiani della festa”, gli autentici dispensatori di gioia, di meraviglia e di stupore. Aprono ai loro visitatori uno spazio di festa ed amicizia, fanno nascete il sorriso di un bambino e illuminano per un istante lo sguardo disperato di una persona sola; attraverso lo spettacolo e la festa, rendono gli uomini più vicini gli uni agli altri.”

Questa citazione apre la seconda parte dell’ enorme lavoro di Antonio Latanza dal titolo “Il piano a cilindroAlla riscoperta di un’ eredità musicale dimenticata.

La più importante e completa opera dedicata al piano a cilindro dalle sue origini ai giorni nostri, un volume di oltre quattrocento pagine ricche di foto e documenti in bianco e nero e colori .

Ed è partendo dalla vicenda umana collegata alla storia del piano a cilindro che la lettura delle pagine del saggio diventa cosa viva, partecipata legata ai ricordi e ai racconti dei più anziani. Storie ed aneddoti ascoltati o vissuti in prima persona perché la particolare musica diffusa dagli organetti ambulanti è fortunatamente ancora qualcosa che il tempo non ha definitivamente cancellato. Questo senza nulla togliere all’approfondito e dettagliato lavoro di ricostruzione storica del piano a cilindro contenuta nella prima parte: Arte e storia del piano a cilindro e nella terza : La memoria del piano a cilindro negli uomini e nella letteratura.

Questo strumento meccanico ha attraversato nel corso della sua esistenza quasi due secoli di storia, conoscendo ampia diffusione presso tutti i ceti sociali, conosciuto anche in Italia con diversi nomi: in Lombardia “organetti di Barberia”, nel Veneto come “verticali”, nel Mantovano come “viole”, in altri centri come “organi” o “pianole, a Napoli sono i “pianini”

L’autore scrive nell’introduzione che:” l’obbiettivo di questo lavoro è quello di riesumare e ricordare due secoli di storia e cultura popolare dimenticati.”

Troppo presto e frettolosamente dimenticati, forse perché il piano a cilindro è stato uno strumento autenticamente popolare, diffuso ed amato in modo particolare dalle classi subalterne, utilizzato per feste, sagre e altre occasioni d’incontro e di ballo e la sua diffusione tra il XIX e il XX secolo ha coinciso con i grandi flussi migratori verso il nord Europa e le Americhe.

La strada ed i cortili erano l’uditorio preferito; il suonatore con una mano girava la manovella, con l’altra, tenendo in mano il cappello, invitava i passanti a cedere qualche monetina. L’obolo veniva anche dall’alto dai balconi o finestre ed i cinque, dieci o venti centesimi erano avvolti in pezzi di carta perché non andassero perduti.”

Racconta Marino Marini straordinaria figura di industriale, collezionista e mecenate che durante la sua vita ha raccolto centinaia di piani a cilindro nelle varie tipologie, forme e fogge e da cui non si può prescindere per raccontare la storia del piano a cilindro nel nostro paese.

Storia che Antonio Latanza ripercorre con dovizia di particolari: gli strumenti a corda sfregata, la ghironda, gli strumenti ad aria e l’organo a cilindro. Nel contempo offre in modo esauriente tante informazioni sull’evoluzione tecnica della meccanica del piano a cilindro, le fabbriche e i commercianti in Italia e nel mondo. Nomi e luoghi, personaggi e marchi di fabbrica forse poco conosciuti ai più, ma che la puntuale ricerca dell’autore ricolloca nel giusto spazio che a loro compete. La precisa documentazione e le testimonianze di suonatori sono delle vere e proprie pagine di storia che coinvolgono e appassionano il lettore. Completano il prezioso volume due CD contenenti oltre ottanta brani, accuratamente commentati nel testo, che danno un esempio della ampiezza e della varietà del repertorio delle musiche per piano a cilindro.

Tiziana Oppizzi

Claudio Piccoli

 

P.S. La citazione iniziale è del 17 dicembre 1993 ed è di Papa Giovanni Paolo II

 

 

Info:

Aracne Editrice srl

Via Raffaele Garofalo 133/A-B

00173 ROMA

Tel 06 93781065

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