Mag
6
2016

ALBERTO CALTANELLA WIND BELLS – autoproduzione

Conosco da tempo Alberto, un “bravo fiol” veneziano con una grande passione per la chitarra che suona veramente bene, con inventiva ed una grande pulizia di suono. Il suo nuovo lavoro, “Wind bells” ha un’impostazione un po’… inconsueta, ma denota un grande sforzo produttivo ed un grande amore per la sua città. Il book è molto corposo, consiste addirittura di 52 pagine, piene di foto e di tablature. Gli spartiti dei brani sono stati concepiti e scritti con estrema cura in termini di chiarezza e simbologia grafica in modo da arrivare ad una scrittura che potesse contemplare tutte le informazioni possibili senza essere al tempo stesso ridondante, come lui stesso ci spiega. Veniamo ai brani:“Venice bells” è un pezzo veramente bello, con un’ arrangiamento di archi molto sensibile, quindi trovo “Wind bells” (in Re aperto) un pezzo molto americano: ricorda ampi spazi battuti dal vento. “Blue bells” diventa intensa, penetrante, e sembra uscita da uno dei primi dischi di David Crosby: la più bella pagina musicale del disco. “Highlands bells” sembra proprio arrivare da un paese celtico tipo Scozia o Irlanda, una appassionante giga in terzinato. A terminare il viaggio Alberto ci riserva (immagino) una ghost track con sciabordio di laguna ed arpeggio finale di notevole fattura. I brani sono stati composti cercando di mantenere il suo stile “Creative Strumming” ma, al tempo stesso, cercando una naturale evoluzione del suo percorso compositivo, tecnico e musicale. Personalmente avrei preferito qualcosa di un po’ meno autoreferenziale dal punto di vista fotografico e più corposo dal punto di vista compositivo/musicale in quanto il lavoro contiene ben 16 pagine grandezza foglio protocollo di foto e solo 4 brani. Date le sue perizia e musicalità avrei preferito di sicuro il contrario. Le foto sono belle, niente da dire, e nella maggior parte ritraggono l’autore che passeggia o si mette in posa con una bella ragazza in ponti, portici, campi e campielli di una Venezia come sempre bellissima e struggente. Immagino che tutto ciò sia scaturito da un grande sforzo produttivo e da una grande, positiva buona fede artistica. Quindi, Alberto, al prossimo album!

Alberto Grollo

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