Apr
28
2011

12-16 MAGGIO: AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO C’È ANCHE “TACADANCER”

L’etichetta discografica emiliana, il cui nome caratterizza anche un festival itinerante per tutta l’Italia centrosettentrionale, sarà presente all’evento culturale dell’anno presso il padiglione “Dimensione Musica”. Abbiamo chiesto a Andrea Bonacini, titolare insieme a Nicola Casalini dell’originale progetto, di illustrarci brevemente il significato di questa presenza.
“Tacadancer” vuole essere un omaggio al ballo di coppia: il sottotitolo, infatti, è “Quando la trasgressione era ballare abbracciati”. La collana discografica, che si articola già su sei titoli con un settimo in uscita, e il festival, che consiste in svariate decine di concerti a ballo in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Marche, rappresentano due diversi modi di celebrare un ben preciso aspetto socioculturale che ha attraversato il secolo scorso ed è approdato in quello attuale senza perdere di vigore e brillantezza. Per questo merita una particolare visibilità e un interesse che solo il Salone del Libro di Torino ci poteva offrire.
Come si concretizzerà la vostra presenza nei cinque giorni del Salone?
Ci saranno degli show-cases di alcuni dei nostri gruppi di punta: giovedì 12 maggio alle 12,00 il duo chitarristico bolognese Stragapede – Dall’Omo e alle 12,45 i francesi  La Balluche De La Saugrenue; sabato 14 alle ore 11,15 “Secondo a Nessuno” (un progetto di Claudio Carboni sulla figura e le opere di Secondo Casadei) e alle 15,45 I Violini di Santa Vittoria. Inoltre, presso il nostro stand, sarà in distribuzione gratuita un CD compilation dell’etichetta contenente 13 tracce eseguite da I Violini di Santa Vittoria, Piccola Orchestra di Riola, Claudio Carboni, L’Usignolo, Stragapede-Dall’Omo, Piccola Orchestra Zaclèn, La Balluche de la Saugrenue.
Una “operazione nostalgia”?
Esattamente il contrario. La nostra collana discografica e il festival sono la fotografia di una necessità culturale, particolarmente sentita in questo periodo di crisi non solo economica ma soprattutto di valori: riappropriarsi del proprio passato per trarne insegnamenti per il futuro, o anche più banalmente trascorrere un paio d’ore serenamente ballando valzer, polke e mazurke eseguite da artisti di grande levatura, ci aiuterà sicuramente a vivere meglio, il che è un bisogno sempre attuale. Nessuna nostalgia ma tanta energia. E per tutte le età.

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