Mar
16
2017

TUTTA COLPA DI VECCHIONI: GIULIA MEI SI RACCONTA A FOLK BULLETIN

di Felice Colussi

foto di Silvano Terranova

 

Giulia Catuogno, la giovane e talentuosa cantautrice palermitana, è pronta a prendere il volo verso la destinazione del suo sogno: una vita dedicata alla musica. E da questo momento, con la scelta del suo nome d’arte, sarà per tutti Giulia Mei. Il nuovo anno è iniziato alla grande per il suo progetto: prima l’avvio della collaborazione con un produttore artistico esperto, come il cantautore romano Edoardo De Angelis, già responsabile, tra gli altri,  di due album di Sergio Endrigo e dei primi due album di Francesco De Gregori, poi la partecipazione a Musicultura, la più importante rassegna italiana di musica di qualità, e la vittoria nella selezione per l’Italia meridionale del concorso  Suonare@Folkest, che la porterà a esibirsi, con un suo concerto, nell’ambito del prestigioso Festival. Giulia, come direbbe Piero Ciampi, ha tutte le carte in regola: scrive testi e musiche delle sue canzoni, che sono pienamente originali, frutto di una forte e sincera ispirazione, e fanno di lei un ponte immaginario, un punto di passaggio  tra la grande canzone d’autore di tradizione e la freschezza delle espressioni musicali di piena attualità. Questa caratteristica la pone potenzialmente come oggetto di attenzione per il pubblico di ogni fascia di età. Simbolico il titolo di uno dei suoi brani, Tutta colpa di Vecchioni: una sorta di manifesto programmatico che ispira il suo percorso. Sarà questo il singolo di apertura del suo album di esordio, che De Angelis sta mettendo in cantiere a Roma, con i  più prestigiosi musicisti e tecnici del suo staff.

 

L’abbiamo incontrata per una breve chiacchierata sul suo futuro.

F. B. – Ciao Giulia, intanto vorrei fare i complimenti alla vincitrice della selezione di Suonare@Folkest svoltasi a Palermo, e poi vorrei porti qualche domanda per farti conoscere meglio al nostro grande pubblico, e ai lettori di Folk Bulletin. Credo tu, essendo così giovane, non abbia avuto ancora molte esperienze di palco al di fuori della tua Regione, la Sicilia. Cosa ti aspetti da questa avventura in Friuli ?

G.M. – In realtà ho avuto diverse esperienze fuori dalla Sicilia, ad esempio in Calabria, a Roma, nelle Marche, in Toscana e in altre parti d’Italia, ma l’emozione di suonare al Folkest resta comunque qualcosa di nuovo e unico per me, anche perchè non sono mai stata in Friuli, so che è molto bella.

F.B. – Ci è arrivata la comunicazione che ci informa della tua scelta di adottare un nome d’arte, che sarà Giulia Mei… mi viene il sospetto che ci possa essere un diretto riferimento al MEI di Faenza, il Meeting delle Etichette Indipendenti… è così ? Oppure qual è il motivo della scelta?

G.M. – Pur nutrendo grande stima per il MEI e per lo straordinario lavoro da esso svolto no, non c’è alcun collegamento tra il mio cognome d’arte e il Meeting delle Etichette Indipendenti. Svelerò il motivo di questa mia scelta alla presentazione ufficiale del mio album, fino ad allora… via libera all’immaginazione!

F.B. – Sappiamo che stai progettando un disco, un intero album, la tua opera prima. Che emozioni prova una giovane allieva del Conservatorio di Palermo alla soglia di un passaggio così importante della propria vita?

G.M. – Si, sto lavorando al mio primo disco con la produzione artistica di Edoardo De Angelis, che si sta dimostrando una fantastica guida e un importante punto di riferimento per me. Diciamo che è da una vita che studio e lavoro per questo momento. Ho iniziato a studiare pianoforte quando avevo dieci anni e quest’anno finirò il mio percorso con la laurea presso il Vincenzo Bellini di Paermo. Spero di poter riversare in questo mio primo disco l’impegno di anni e anni e soprattutto spero di rendere i miei docenti fieri di me, primo fra tutti il mio insegnante di pianoforte Antonio Sottile.

F.B. – La lingua in cui scrivi canzoni è l’italiano… hai mai scritto anche qualche cosa in siciliano? Sul palco di Folkest, nel prossimo luglio, canterai anche qualche canzone in siciliano?

G.M. – Non ho mai scritto in siciliano ma ho sempre cantato in siciliano. Adoro il mio dialetto e adoro i grandi nomi che hanno fatto la storia della canzone d’autore siciliana, come la grande Rosa Balistreri. Se canterò qualcosa in siciliano al Folkest? Assolutamente si, non vedo l’ora di portare la mia Sicilia in un palco tanto prestigioso.

F.B. – C’è qualche esponente del canto in siciliano, del passato o del presente, che ammiri particolarmente, e al (o alla) quale ti senti più vicina?

G.M. – A parte la già citata Rosa, ci tengo a fare il nome di un altro grande cantautore siciliano, parlo di Francesco Giunta, autore di veri e proprio gioielli del canto in siciliano. La mia canzone preferita di Francesco è Iu c’haiu a tia, brano che io giudico tra i più belli della canzone siciliana di tutti i tempi. Poi mi vengono in mentre altri nomi come quello di Mario Incudine, di Lello Analfino, dei miei amici Tamuna e di tanti altri ancora, la Sicilia è piena di artisti meravigliosi.

Ti aspettiamo a Folkest, il nostro pubblico sarà certamente felice di conoscere te e le tue canzoni … ti aspettiamo nella nostra grande famiglia, benvenuta, Giulia Mei!

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  • Semplicemente grazie per le tue parole e, soprattutto, complimenti sinceri per il tuo modo di “essere dentro la musica”!

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