Ott
27
2011

“CENTO RAMI” – Pivenelsacco – RADICIMUSICRECORDS RMR134, 2011

La piva, conosciuta anche come piva emiliana, è una cornamusa un tempo diffusa nelle province di Piacenza e Parma, che differisce dalla “müsa” dell’Appenino per alcune caratteristiche organologiche che la rendono indicata per eseguire essenzialmente parti soliste, con o senza (tradizionalmente) accompagnamento di altri strumenti. Il suo timbro, particolarmente suggestivo, ricorda da vicino quello delle cornamuse europee ben note agli appassionati di folk ma la sua notorietà in Italia non è molto elevata. O forse dovremmo dire “era”, perché questo bel disco delle Pivenelsacco ristabilisce un po’ di giustizia. Con la molto misurata aggiunta di pochi altri strumenti (percussioni, organetto, flauti…) e della voce “Cento Rami” è un autentico omaggio alla piva e alla sua versatilità, qui esemplificata attraverso l’utilizzo dello strumento in differenti ruoli e repertori, che vanno dalle melodie tradizionali per il ballo a quelle di impronta rinascimentale e barocca o addirittura religiosa. Finalmente sotto i riflettori, questo retaggio delle nostre tradizioni popolari più arcaiche si rivitalizza e si dimostra particolarmente efficace, addirittura sorprendente per la varietà delle proposte che affronta e risolve. Arrangiamenti essenziali ma mai banali (si riconosce nell’insieme l’esperta presenza di due “vecchi” protagonisti del folk nazionale, Marco Mainini già Bev e Piva Dal Carner e Fabio Bonvicini, PivariTrio) contribuiscono a rendere particolarmente fruibile e stilisticamente unitaria una scaletta che, ben lungi dal risultare frammentaria e compilativa, si rivela ben equilibrata e quanto mai omogenea. A dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che la piva merita un’attenzione particolare da parte di chi è convinto che il passato sia un ingrediente irrinunciabile per il presente e per il futuro. Una lode particolare per la confezione del Cd, nella migliore tradizione RadiciMusicRecords, ricca di informazioni e immagini. www.radicimusicrecords.it

Roberto G. Sacchi

1 Comment + Add Comment

  • Come ho detto anche ai musicisti, non era facile realizzare un disco di sola piva che fosse insieme interessante e piacevole, mai noioso, anzi sempre brioso e coinvolgente.

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